POLOEST: SESTA PUNTATA

Comunicato stampa della Publirecords42

Eccoci qua: paparazzate; diffidate; ma non ancora denunciate.

Siamo quasi al termine, sia di questa avventura, che dei nostri racconti, che continueranno nelle sedi appropriate.

Abbiamo letto un po’ di comunicati della “minoranza”. Era ora che qualcuno si ponesse delle domande, ma, soprattutto, cercasse risposte.

Certo ora tutti chiedono a gran voce che Verdeblu vada in Consiglio Comunale a spiegare punto per punto alcuni accadimenti.

Diciamo che non siamo così confidenti che questo possa avvenire, anche se riteniamo che questo ipotetico incontro potrebbe essere esaustivo. Sono anni che vengono raccontate cose diverse dalla realtà, questo appuntamento sarà l’ennesimo di tanti, se nessuno deciderà di ascoltare anche noi. Nessuno in consiglio comunale intendiamo.

Però, come si suol dire: «meglio questo che nulla.»

Abbiamo scoperto che nel 2016 – nostro primo anno – Verdeblu ha rilasciato un’intervista a un noto quotidiano locale, dove raccontava con dettagli e dati tutto l’investimento fatto al Polo Est 3.0.

In realtà altro non era che il nostro conto economico presentato in fase di “bando”.

Ricordiamo a tutti che a quei dati, oltre a non poter essere divulgati, noi avevamo dato il diniego. Sono nostri investimenti, non investimenti pubblici o di Fondazione Verdeblu. Così come ricordiamo, specie al solito consiglio comunale, che i ritardi nelle aperture dello spazio eventi non erano dipesi da noi, come invece Verdeblu ha lasciato intendere più di una volta, sia sulla stampa, che nelle varie relazioni. Abbiamo letto – sempre su quel quotidiano locale che non citeremo – che il Presidente di Verdeblu si difende sui ritardi sostenendo che la fase burocratica per l’acquisizione delle autorizzazioni è certamente un percorso non semplice.

Ma come: vengono chieste delle idee; vengono scelti dei progetti; vengono chiesti investimenti astronomici; e poi chi ha l’unico compito e anche obbligo contrattuale nei nostri confronti di ottenere per tempo le autorizzazioni cosa fa?.. Arriva in ritardo…

Nel 2018, quindi terzo anno, immaginavamo che dopo 3 anni gli uffici comunali sapessero cosa rilasciare; niente… Nel 2018 ci hanno fatto aprire di corsa il 1 giugno, probabilmente per far bella figura con la manifestazione delle Frecce Tricolori.

Intanto eravamo senza energia elettrica, senza i documenti in regola, senza nulla. Diteci se trovate normale tutto questo.

Diteci se questo significa avere a cuore il tanto decantato territorio e soprattutto quei pochi imprenditori “stranieri” che decidono di investire a Bellaria Igea Marina.

Ci piacerebbe sapere se anche il sindaco Gnassi a Rimini, avrebbe gestito così questa vicenda. Abbiamo buoni motivi per pensare che tutto sarebbe andato diversamente.

In molti ci dicono: «Vi siete trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato.» Noi aggiungiamo: «Anche con le persone sbagliate.»

Troppi errori sono stati fatti, quindi delle due l’una: o abbiamo trovato un agglomerato di persone non in grado di saper fare il proprio mestiere, oppure la volontà era quella di sfruttarci per far bella figura con i nostri investimenti.

Abbiamo assistito a cose che se fossero avvenute in altri luoghi, avrebbero quantomeno fatto scattare un’inchiesta. Invece a Bellaria, come nulla fosse successo.

Estate 2018: pochi giorni prima della Notte Rosa vola il palco posizionato a ridosso della nostra area.

Il palco cade su parte delle nostre strutture e su parte di strutture altrui; ad esempio le reti dei campi di Kilkos, danneggiandole in parte entrambe.

Secondo voi, a parte i primi momenti di panico, qualcuno ha fatto qualcosa? Nulla.

La sera stessa si è ripulito tutto e il giorno dopo, con un colpo di bacchetta magica, palco nuovo!

Ma come, al Polo Est 3.0 avevamo dovuto certificare tutto, persino gli arredi, arrivando anche a mettere le “uscite di sicurezza“. In spiaggia! Sì, avete capito bene…

Noi, al Polo Est 3.0, non potevamo aprire (giustamente) senza avere tutto a norma.

Sarà questo il caso del famoso detto “2 pesi e 2 misure”?

Ironia della sorte, Kiklos, in una mail di poche settimane fa, ci chiede i danni per le reti danneggiate. Cogliamo l’occasione per ribadire che hanno sbagliato destinatario

Forse i contenuti di questa puntata sono poco “interessanti”, ma è solo per ricordare che non ci fermeremo.

 


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci