L’INTRALLAZZO: UN GIOCO PERICOLOSO

Vi ringraziamo per la collaborazione. Arrivano preziosi suggerimenti e idee che ci consentono di elaborare e continuare la trama del racconto.

Dunque; il racconto prosegue. L’intrallazzo e la sua evoluzione, sono diretta conseguenza del delirio di onnipotenza e dalla certezza di impunibilità che ha ormai permeato i nostri protagonisti. Essi si ritengono in grado di decidere e pilotare ogni evento.

Il nostro protagonista si rende conto che quanto è venuto a conoscenza, non può essere frutto di un piccolo meccanismo, ma che, sotto sotto, la cosa è molto più articolata e radicata.

Coadiuvato dall’investigatore, architetta un piano: lo stesso investigatore si presenterà presso alcuni studi tecnici proponendo un progetto piuttosto importante.

Gli studi tecnici prendono visione del progetto, si dichiarano in grado di portarlo a compimento, ma, anche contro i loro interessi, gli confessano che se vorrà ottenere agevolazioni, sarebbe opportuno si rivolgesse a uno studio tecnico molto più ammanicato con chi regge le redini del potere. Evitano, però, di far nomi e lo invitano ad assumere informazioni.

Solo uno studio gli dice chiaramente che, nel suo caso, gli sarebbe utile un servizio “tutto compreso”. Gli viene spiegato pertanto che se vuole la garanzia che il progetto venga approvato e possa ottenere i relativi finanziamenti, sarebbe opportuno si rivolgesse a un particolare studio tecnico che, tra parentesi, risulta essere quello citato nelle precedenti puntate.

A questo punto il protagonista incarica l’investigatore di presentarsi a quello studio proponendo il progetto.

L’investigatore si presenta nello studio, propone il progetto e chiede se sussista la possibilità di ottenerne l’approvazione.

I due soci gli garantiscono che se saranno loro a presentarlo sarà senza alcun dubbio approvato.

L’investigatore chiede anche se siano anche in grado di suggerirgli un istituto di credito cui rivolgersi per ottenere gli opportuni finanziamenti.

Viene indirizzato alla banca presso cui uno dei soci ha notevole influenza.

L’investigatore presenta la nuova relazione al nostro protagonista che a questo punto si rende conto che l’intrallazzo è ormai consolidato. Cerca quindi di ricavare più informazioni da un impiegato della banca che tenta di far sbottonare.

Dopo lunghe prese di contatto, riesce a ottenere delle confidenze: l’80% dei mutui erogati è riferito a progetti presentati da quel particolare studio tecnico, cui mai è stato opposto un rifiuto.

La seconda confidenza è molto più pesante, qualcosa di totalmente inaspettato. L’impiegato rivela che dietro alle tre ristrutturazioni c’è molto più che un semplice cambio di progettista, la banca infatti è fortemente esposta con il proprietario, e per finanziare il nuovo possibile acquirente, vuole scaricare il suo credito diventato ormai quasi inesigibile sulla banca capogruppo, che a sua volta aveva trovato il nuovo acquirente.

Il diniego è immediato e l’affare salta, costringendo la banca a una ristrutturazione del debito molto dilazionata. La banca è molto esposta – anche per altri crediti incagliati – essendo inoltre in atto una ristrutturazione interna che prevede numerosi prepensionamenti. Per la prima volta viene presentato un bilancio in rosso: nonostante questo, il presidente della banca si è raddoppiato lo stipendio.

Il nostro protagonista inizia a intuire che il gioco si sta facendo pericoloso, perché l’impiegato, che ormai parla briglia sciolta, gli promette che tra qualche giorno gli farà una rivelazione ancora più importante.

Intanto l’investigatore si è presentato in banca e ha esposto l’idea del suo progetto, specificando a chiare lettere che lo studio incaricato alla sua stesura, è quel famoso studio.

Dopo qualche giorno la banca lo chiama e gli comunica che se il progetto verrà approvato, loro lo finanzieranno senza problemi.

Al protagonista balza improvvisamente alla mente un particolare che fino a quel momento gli era sfuggito e gli chiarisce molte delle ragioni di tante stranezze: si ricorda che l’assessore all’urbanistica ed edilizia altri non è che un compagno di partito del famoso progettista-consigliere comunale. Ora tutti i fili pendenti vengono annodati: dirigente; assessore; progettista-consigliere comunale.

I fili stanno formando una rete nella quale si rende conto di essere rimasto impigliato.

Il seguito alla prossima puntata: continuate a inviare suggerimenti.

Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci