L’INTRALLAZZO: SECONDA PARTE (REGALO DI CAPODANNO)

Grazie ai suggerimenti di alcuni lettori, proseguiamo con la trama del romanzo.

Il confinante con la palazzina costruita senza rispettare le distanze, molto irritato, inizia a confidarsi con diverse persone nelle solite chiacchiere da bar. Pian piano, confidenza per confidenza, viene a sapere che proprio nella zona in cui abita, il problema non riguarda solo lui, ma pare sia ormai una regola la costruzione di nuovi edifici che non rispettano le distanze. La cosa che è sorprendente, guarda caso, è che il progettista è sempre quel consigliere comunale, quindi “un rappresentante del popolo”.

Risulta anche che altri proprietari delle costruzioni vicine a quelle nuove che non hanno rispettato le distanze siano andati a protestare in comune, ma “qualcuno molto in alto” abbia loro “consigliato” di lasciar perdere, altrimenti avrebbero potuto subire “delle conseguenze”.

Continuando a informarsi il nostro confinante viene a scoprire che tutte le nuove costruzioni “irregolari” sono state finanziate dalla stessa banca. Proprio quella banca in cui un socio dello studio tecnico ha molta influenza. A questo punto il nostro protagonista, che proprio stupido non è, si pone una domanda: come mai una banca finanzia delle costruzioni non in regola? Si dà anche la risposta. Appare logico che, per stanziare i fondi, la banca debba prendere visione della licenza edilizia rilasciata dal comune stesso, tramite un perito incaricato di sua fiducia.

A questo punto lo coglie un sospetto: non sarà che anche nei precedenti progetti sono stati volutamente omessi alcuni particolari dei confini?

Nel frattempo scopre che anche altrove hanno tentato di edificare un grande condominio su un terreno di proprietà della famiglia di un altro politico della maggioranza. Ma il vicino, in quel caso, si è reso conto che qualcosa nel progetto non andava e ha posto il veto. Il progetto del condominio – sempre dello stesso studio tecnico – è saltato.

Purtroppo, dopo un po’ di tempo, quel vicino ha dovuto subirne pesanti conseguenze.

La cosa inizia a puzzare: com’è possibile questa serie di eccessive “disattenzioni” da parte del comune? Una è ammissibile, due destano sospetti, tre diventano una prova.

Qui, gatta ci cova.

Il nostro protagonista, ormai gonfio di rabbia e al limite della sopportazione, assume un investigatore privato, incaricandolo di indagare su tutte queste incongruenze.

Passa qualche mese e l’investigatore perviene a dei risultati e gli consegna la relazione.

Si scopre che quelle irregolarità avvengono solo in una zona particolare della città, che non solo ci sono edifici che non rispettano le distanze, ma che ci sono anche diversi garage trasformati in appartamenti e, guarda un po’, sempre dallo stesso studio tecnico.

Il problema di questi garage è che se saranno acquistati come appartamenti potrebbero essere dichiarati inabitabili, ma, una volta venduti, a risponderne sarà lo stesso acquirente, al quale, nel rogito, verrà proprio venduto un garage, altrimenti il notaio non potrebbe eseguire il rogito. Probabilmente l’acquirente sarà qualcuno che ha bisogno di un alloggio, ma dalle possibilità di spesa limitate, e ovviamente sarà ben stato informato delle possibile conseguenze, quindi saprà a cosa potrebbe andare incontro, ma sarà stato probabilmente tranquillizzato dal progettista che, forte dei suoi appoggi politici, gli avrà detto: «vedrai che non ci sarà nessun controllo sulla trasformazione da garage a appartamento.. »

Ma come può il progettista, che è solo un semplice consigliere comunale, essere così persuasivo?

E qui l’investigatore ha una grossa sorpresa; qualcosa di incredibile, che rafforza le sue convinzioni. Il dirigente preposto al rilascio delle licenze edilizie e successivi controlli, aveva fornito, in passato, collaborazioni professionali proprio a quello studio tecnico. Tutto ciò rende molto più forti le convinzioni che l’investigatore sta maturando (c’è del marcio in Danimarca?).

Il protagonista rimane sempre più esterrefatto scoprendo che la filiera è molto più ampia di quanto immaginasse. Infatti gli immobili progettati da questo studio tecnico vengono edificati sempre dalla stessa impresa: quella che – sempre guarda caso – esegue i lavori anche per il comune e che, proprio per questo, è una delle pochissime imprese che non conoscono la crisi che attanaglia quel settore.

Viene anche a scoprire che l’idraulico di riferimento è fratello del progettista, l’elettricista è un cugino dell’altro socio dello studio e anche il piastrellista è un parente, e vengono regolarmente “consigliati” da quello studio tecnico.

Per ora ci fermiamo qui per poter elaborare meglio il seguito, ma continuate ad aiutarci per la trama.

Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale.

 


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci