NEL SEGNO DEL COMANDO

Non si muove foglia che il Kaiser non voglia

La candidatura del Cardinal Giorgetti è in stand by perché il sindaco Ceccarelli “vuole dare le carte”. Certo non è per garantire un futuro radioso al nostro comune ma, molto più prosaicamente, mantenere una posizione di prestigio (prestigio… si fa per dire) e, magari, una comoda e ben pagata poltrona in Regione con la Lega.

Succede che i suoi addentellati soldatini – che si possono chiamare estremisti di centro, ovvero: il clan dei bordonchiesi – stanno facendo fuoco e fiamme per sbarrare la strada al Cardinale, reo di aver trattato solo la sua candidatura con la Lega, e non il futuro del (solo per loro) venerato sindaco. Un peccato addirittura mortale.

Perché l’UDC sta assumendo questa posizione? Dopo tutto, una volta che Giorgetti garantisca loro un buon assessorato (magari all’urbanistica), sarebbero a posto. Dunque semaforo rosso per Fillippo Giorgetti? Inoltre avrebbe anche un’altra macchia, è un tecnico con un suo studio professionale; questo potrebbe diventare un problema: potrebbe togliere lavoro a quegli studi tecnici che adesso la fanno da padroni, specialmente a Igea.

Dopotutto il Cardinale, pur di salire su quel Trono cui tiene tanto, sentendosi un predestinato per quel ruolo (non per nulla è l’enfant prodige del CDX), alla fine cederà, accontentando così il mondo cattolico e gli interessi privati annessi.

Parentesi: chissà come mai un partito che esiste solo a livello locale, con un forte radicamento nel mondo cattolico, non ambisce a un assessorato più affine a questa indole, come magari quello ai servizi sociali? Chissà perché; forse che in quel mondo girano meno affari? Ma questo merita un ragionamento a parte.

Torniamo allo scacchiere politico (o meglio personale) che si sta delineando nella destra di governo (o meglio di potere) del nostro comunello. Ricapitolando: il nostro Kaiser non sta spuntando il seggio (quasi sicuro) in quota Lega in regione: UDC e Obiettivo Comune hanno sposato a pieno la posizione del sindaco.

Come mai?

Vanno analizzate le possibili alternative cui si potrebbe rivolgere il nostro Kaiser al quale, come noto, le ambizioni non mancano. Svanita la Regione, dovrebbe ritornare al paesello; ma a quale ruolo potrebbe ambire dopo aver (mal) governato questo paese?

Quale altro luogo di potere – con tanto di lauti stipendi – esiste a Bellaria, se non lo storico Istituto di Credito? Quella poltrona, però, è occupata stabilmente da più di vent’anni. L’uomo che vi siede sopra, sarà disponibile a lasciare la presidenza?

Vogliamo ricordare che il Kaiser è già stato nel CDA della banca, ed è anche stato presidente di Verdeblu. È logico pensare solo a passi in avanti, non certo indietro, considerata la sua irrefrenabile ambizione.

Dopo tutto questo ragionamento nasce una domanda: siamo poi sicuri che queste trame personalistiche dei vari personaggi egemoni, non solo nell’ambito del centro destra, ma sull’intero paese, siano poi così positive per la nostra città?

Da sempre il connubio tra potere politico e potere economico ha portato a intrecci molto pericolosi: interessi privati che possono scontrarsi con il bene della comunità.

Questo sistema di potere che avvolge tutte le istituzioni e ne vuol dirigere i destini, ha dato un qualche frutto positivo, o, come spesso accade quando il potere è assoluto (o quasi), finisce per avere una sola prospettiva? Quella della sua autoconservazione.

Per nostra fortuna viviamo in un sistema democratico. A breve il potere diffuso, rappresentato dal voto popolare, avrà la possibilità di far sentire la propria voce. È un’occasione che capita ogni 5 anni: ogni elettore la deve esercitare, cercando di avere ben chiaro il panorama che ha davanti.

Il quadro che si sta delineando non è ancora del tutto chiaro, ma sarà un’occasione importante per valutare questa situazione che sta avviluppando la nostra realtà.

A nostro avviso, senza schierarsi da una parte o dall’altra (non ci compete), sarà fondamentale che ogni elettore abbia ben chiara la sfida che abbiamo di fronte; se cioè, dopo tanti anni di un sistema di potere autoreferenziale, non sia il caso di liberare la città da questo sistema politico amministrativo, da questi legami che, seppur legittimi, hanno reso la nostra realtà completamente asfittica e priva di qualunque prospettiva.

Eppure ci sono persone che possono incarnare questo cambiamento, e sono già nei vari schieramenti. Non è quindi necessario andare a cercare interventi salvifici da parte di personaggi catapultati nella nostra realtà senza conoscerla appieno.

Questo è il quadro generale: riusciranno i cittadini a eleggere qualcuno che sia in grado di cambiare i colori della tavolozza, senza dover passare sotto le forche caudine del Kaiser?


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci