GROSSO GUAIO IN VIA ALBERTAZZI

Genesi di un provvedimento stradale incomprensibile

In data 25 giugno 2018, nelle prime ore del mattino, in Via Albertazzi, una strada del centro a senso unico con divieto di parcheggio sulla destra, compare improvvisamente un segnale di divieto di sosta su tutta la carreggiata. Si forma un capannello di abitanti che esprimono il loro malumore e mi chiedono se posso interessarmi per togliere quel divieto, visto che nessuno dei proprietari di case della via ne sapeva nulla.

In data 26 giugno, da privato cittadino, protocollo una richiesta indirizzata al Sindaco, all’Assessore alla Mobilità Cristina Zanotti ed al Comandante dei vigili Dr. Fricano in cui faccio presente i problemi che il provvedimento crea in una zona a ridosso della Chiesa e del Centro cittadino, in un’area carente di parcheggi. Questa mia missiva tesa ad aprire un dialogo, so essere stata seguita da missive di altri cittadini singoli, tesi a sollecitare una discussione sull’argomento. Visto che nulla si muoveva, cerco con fatica di ottenere un colloquio con il responsabile viabilità ma riesco solo ad avere una risposta insoddisfacente e sbrigativa che mi fa capire che c’è poco da fare. A quel punto il 6 luglio inizio una raccolta firme fra gli abitanti della zona e fruitori di quegli spazi e in 2 ore raccolgo 69 firme di cittadini che, fatto presente il loro disagio, chiedono la soppressione di quel divieto.

Nella seconda metà di luglio il consigliere Movimento 5 Stelle Stacchini, saputo della raccolta firme presenta un ordine del giorno per discutere della soppressione del divieto nel Consiglio Comunale del 30 luglio 2018. Il 2 agosto esce un articolo sul Carlino relativo alla discussione in Consiglio Comunale sui parcheggi di Via Albertazzi. Nel Consiglio Comunale del 30/7 da parte dell’Amministrazione viene espressa la volontà di modificare la decisione presa, magari facendo stalli per parcheggiare. Il Sindaco in Consiglio Comunale aveva anche dichiarato che senza fare tanto clamore, bastava fare una telefonata e sentirsi, poi i problemi si sarebbero risolti in qualche modo. Cosi, memore di quanto dichiarato dal Sindaco in Consiglio, agli inizi di ottobre, visto che non si muoveva niente, chiedo un colloquio col Sindaco (non pervenuto). Il 17 ottobre il Carlino ritorna sul tema.

IL 18 ottobre il Consigliere Movimento 5 stelle Stacchini presenta un ordine del giorno stringatissimo (7 righe scarse) dal titolo “discussione e votazione rimozione divieto Via Albertazzi”. Arriviamo così al 24 ottobre mattina ed arriva in Via Albertazzi l’Assessore Giovanardi (inviato dal Sindaco) accompagnato da un funzionario del comune e dal camioncino della segnaletica. L’ Idea iniziale è di fare 2 stalli nella parte della carreggiata a destra (che dovrebbe essere la parte naturale del transito) giustificando questa modifica alla circolazione( da sempre in essere) con il fatto ( vero) che nella parte sinistra dove si era sempre parcheggiato fino ad oggi vi erano troppi cancelli. Ne discutiamo animatamente (soprattutto da parte mia) e alla fine propongo quello che avrei voluto dire al Sindaco: di fare una segnaletica ad hoc per quel passo carraio. L’Assessore Giovanardi prende tempo e si riserva una risposta dopo aver sentito gli uffici. Nel primo pomeriggio viene il camioncino della segnaletica e disegna una zebratura dalla parte sinistra della via di fronte al passo carraio che comporta la soppressione di uno spazio di sosta. IL 25 sera,Consiglio comunale in cui a maggioranza si vota contro l’ordine del giorno che chiede la soppressione del divieto di sosta. Mi scuso per la puntigliosità della cronaca ma adesso vengono le considerazioni.

  1. Il divieto su tutta la via nasce dall’istanza di un cittadino che lamentava difficoltà ad uscire dal cancello di proprietà con macchine parcheggiate davanti. Si noti bene che la strada è larga 5,80 m, una delle maggiori del centro, con un cancello di uscita sulla strada della larghezza di m.4. L’istanza era stata rafforzata dalla concessione di un passo carrabile autorizzato nel 2017. Autorizzazione inopportuna in quanto il codice della strada fin dal 1992 prevede la distanza di 12 metri dall’intersezione (qui siamo a 5). Sulla carreggiata c’era già divieto di sosta davanti al cancello (per via del senso unico) per cui si voleva il divieto di sosta sulla carreggiata opposta riconoscendo fondate le richieste del cittadino (figuriamoci se uno non ha il diritto di uscire dalla propria proprietà!) ma non era quella data la risposta appropriata.. Ma il nuovo assessore alla viabilità e gli uffici avevano individuato subito come soluzione ottimale l’inibire la sosta in tutta e due le carreggiate. Dalla protesta che è seguita è risultato che non solo tutti i residenti della via ma anche quelli anche delle vie limitrofe venivano ad essere danneggiati oltre a coloro che sostavano per andare al lavoro. Sessantanove firme erano la quasi totalità degli abitanti, mi erano sembrate sufficienti e dimostrative (mancavano per esempio quelle di un condominio perchè in estate la gente è al lavoro). Quel condominio fra l’altro ha 22 appartamenti e 10 posti macchina, in Via Rapisardi e Via Cena, che sono strette, non è possibile sostare e i parcheggi interni alle case sono insufficienti. Insomma chi non aveva posti ha sopportato disagi a non finire per 4 mesi per la ricerca di un parcheggio. La realtà è che l’amministrazione ignorava che in quel tratto di Via Albertazzi da sempre hanno potuto sostare 9 auto di cui solo una a rischio di multa.
  2. I due stalli. Gli abitanti del quartiere tenuti costantemente informati dopo il consiglio comunale del 30 luglio chiedevano sempre: ma quando vengono a fare la segnaletica, non si sa niente? Io dentro di me ho sempre pensato che arrivare con 2 stalli potesse sembrare una presa in giro. Forse sono queste le ragioni del ritardo? Ma in realtà sia sulla parte destra che sulla parte a sinistra della via, di stalli da 5 metri ne venivano solo due anche per via dei cancelli e per di più sulla parte sinistra uno era possibile solo davanti al cancello dell’istante. Gli abitanti avevano convissuto per decenni con le macchine un po’ sporgenti sui cancelli pedonali senza bisogno di alcun divieto. C’è sempre stata grande armonia con coloro che avevano necessità di sostare. In fatto di segnaletica se si guarda in giro in città non c’è mai stata la rigidità usata in Via Albertazzi in termini di stalli.
  3. La soluzione. Dopo quasi 4 mesi di attesa di un confronto costruttivo ho finalmente chiesto all’assessore Giovanardi ( inviato dal Sindaco) che sembrava assai più sul pezzo e sensibile, se si poteva fare una segnaletica a zebra obliqua per una decina di metri davanti al passo carraio , togliendo poi il divieto sulla via in modo da accontentare tutti. Lui ha risposto che avrebbe sentito con gli uffici. Quando nel pomeriggio è venuto il camioncino della segnaletica ci siamo rasserenati. La sera del giorno dopo la doccia fredda. Il consiglio ha respinto l’odg di Stacchini che chiedeva la rimozione del divieto e quindi tanta fatica per niente! Come si dice non dire mai gatto finché non l’hai nel sacco. Qualcuno mi ha detto “ma guarda che hanno respinto quell’ordine del giorno ma l’intenzione c’è! vuoi che scontentino 70 persone”? Essendo un odg di 7 righe potevano girarlo come volevano se c’era qualche parola che dava fastidio o chiedere di ritirarlo. Nessuno ha preso la parola per dire come la pensava. Si erano “intigniti”!
  4. Le conclusioni. Ho imparato:
  • che i consigli di quartiere non servono a nulla se non a far da cassa di risonanza all’amministrazione pro tempore.
  • Che l’umiltà non è una dote di questa amministrazione : se si sbaglia un provvedimento si cambia e va trovata la giusta soluzione e non ci si arrampica sugli specchi
  • Che la sensibilità e l’efficienza di questa amministrazione verso chi subisce disagi da un provvedimento sbagliato non esiste e questo vale anche per la macchina burocratica (4 mesi di attesa sono tanti!) Ho anche tratto l’impressione che indipendentemente da quello che si dice, la simpatia per chi lo dice e la forma, per questa Amministrazione conta molto più della sostanza (se Stacchini avesse in mano un finanziamento di 1 milione di euro per il Comune in questo consiglio comunale gli voterebbero contro). Purtroppo è’ una caratteristica comune a tantissimi in questa città ed è segno di grande intelligenza! Maggio 2019 è vicino, questo sindaco termina il mandato. Speriamo che dalle urne chiunque vinca esca qualcosa di diverso. Alleluia, alleluia.

    Giorgio Mosconi


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