GP d’Austria: vince Max Verstappen

Max Verstappen ha conquistato la sua terza vittoria della carriera. Vettel ha voluto complimentarsi con il portacolori della Red Bull per l’ottima gestione delle gomme ma visto il passo mostrato in gara quest’oggi il tedesco mastica amaro ammettendo che senza la penalità inflittagli ieri e che gli è costata l’arretramento in griglia dalla terza alla sesta posizione, la vittoria numero 5 della stagione sarebbe stata alla sua portata…

Nell’era turboibrida “BrawnTodiana” la partenza al palo vale mezza gara se non tutta… non soltanto perchè questi alettoni volanti cui è stata attaccata una powertrain non possono ( calore ) e non riescono ( turbolenza) a stare in scia ma anche perchè non ci si trova intrappolati tra quasi vecchie glorie in cerca di nuova gloria, giovani rampanti, più o meno giovani incapaci e aspiranti autoscontristi che non riescono a vedere al di là della prima, al massimo della seconda, curva di oltre cinquecento ( fino alla fine del GP ).

Nella domenica storica della prima vittoria Red Bull in casa e del primo doppio ritiro per cause tecniche – e non umane – della Mercedes dal 1955, i cavalieri rossi si fanno strapazzare entrambi per bene in partenza poi non riescono ad acciuffare l’impertinente olandesino che gestisce con tranquillità le gomme fino alla fine. Insomma per la seconda volta dopo Montecarlo, la Ferrari, sia quella del redivivo Icevodkaman sia quella del tetracampione tedesco di Heppenheim, rimangono dietro una RedBull, quale è relativo in quanto superare il telaio di Newey su piste corte e/o tortuose non è possibile a meno di non voler rischiare tanto la macchina quanto i punti sulla patente.

A questo è ridotta la F1 made in Usa, normalizzata dalle regole che tanto la FIA quanto Liberty Media vogliono imporre e comportamenti alla Senna, Villeneuve, Prost, per non parlare di quel tale Hunt, sono oggi difficili se non impossibili da attuare perchè il pilota è declassato a gestore di sistemi controllati da altri ( gomme, strategie, regole di ingaggio passate al microscopio ) e controllati in quella propensione al rischio che è ( dovrebbe essere?) nel loro DNA. La F1 di Todt e Mercedes non vuole che macchina e pericolo siano associati: la Mercedes deve vendere auto sicure e che non si rompono (sic!) mai, tant’è che se una loro unità motrice non supera al banco i 12.000 Km va rifatta e di corsa pure.

E domenica si è visto che la fretta in genere non paga e quindi paga pegno l’incolpevole Hamilton che sperava in una fuga in classifica… ma domenica la Ferrari gioca fuori casa e con le gomme modificate: non ci vuol molto a capire che sarà dura, molto dura, riuscire a mantenere le due leadership.


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Massimo Scalzo