IL FALLIMENTO DI UNO STATO

Fiumi di parole, come recitava una canzonetta vincitrice di un festival di Sanremo.

Tante di quelle parole che hanno invornito gli italiani. Italiani brava gente: sì, la gente comune; ma nelle fila della politica è difficile trovarne. Siamo ancora l’italietta del dopoguerra, anzi, nemmeno quella. A quei tempi c’era almeno uno spirito diverso; molto più costruttivo.

I primi responsabili dello scatafascio attuale sono tutti quelli che da anni propongono leggi elettorali insulse, che non danno mai la possibilità di una maggioranza vera, libera da vincoli e compromessi. Tutto per essere sicuri di avere un posto in parlamento, per potersi assicurare un minimo di influenza politica, insomma: solo per far vetrina. Naturalmente i lauti stipendi dei parlamentari non c’entrano niente…

In mezzo a queste pochezze; davvero crediamo di avere una credibilità a livello internazionale? E su cosa si baserebbe la nostra credibilità? Ditemelo voi, perché io non lo so.

Per sistemare l’Italia servirebbero 20 anni, non solo dal punto di vista economico e industriale, ma anche dal punto di vista della civiltà, si sa, in Italia le leggi valgono per tutti… tranne che per noi stessi e gli amici. Voi davvero pensate che i politici abbiamo voglia d’impegnarsi seriamente per sistemare l’Italia? Sogni, illusioni, di un popolo che non sa più bene cosa vuole. Da ormai sessant’anni molti sono stati i comici che si sono alternati, tutti con formule magiche, ma nessuna ha funzionato.

Il vero grande problema è l’enorme debito pubblico che abbiamo creato fin dagli albori della storia d’Italia, ma sopratutto incrementato a dismisura da chi ha governato negli anni ’80 e successivamente nei primi anni 2000.

Il debito pubblico italiano allo stato attuale si può definire con due sole parole: inesigibile, inestinguibile.

Se non si risolve questo è tutto inutile, il resto sono solo palliativi.

Ci vorrebbe una dittatura illuminata, lasciate perdere la democrazia, è solo un’illusione creata per tenere a bada i popoli.

Chi non ha voluto il Professor Savona? Con tutta probabilità la Germania. Lo considerano pericoloso, per la forza delle sue idee potrebbe far crollare il castello tedesco sull’Europa dei tedeschi.

C’è anche uno scoglio difficile da superare: la Costituzione.

Tanto osannata, in alcune sue parti è strutturata in modo tale da rendere la nostra democrazia una falsa democrazia.

Gli elettori possono (a fatica, perché da quando esiste la Repubblica, mai un partito di vera maggioranza ha governato) votare i partiti, ma gli stessi partiti eletti non possono liberamente scegliere i loro ministri. Il caso odierno lo dimostra. Alla fine chi decide è l’establishment, che non molla mai la sua presa, aiutato, appunto, dall’osannata Costituzione.

Lega e 5Stelle insieme, superano abbondantemente la maggioranza, ma sono stati bloccati perché non hanno potuto nominare un ministro. Non era gradito all’establishment.

Ricordiamoci che nel Regno Unito non c’è una costituzione né un codice del diritto. Pare stiano ugualmente molto meglio di noi.

Piccola nota finale: qualcuno ha detto che Lega e 5Stelle sono stati la rovina dell’Italia. Non c’è nemmeno la più piccola traccia di pudore!


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci