CANDIDATI D’ANTIQUARIATO

I vecchi alchimisti (i partiti) non sanno preparare nuove pozioni magiche (programmi elettorali). E allora, come sempre, si punta tutto su un candidato in grado di attirare su di sé il massimo del consenso: come? Catalizzando gli interessi delle forze economiche. E qual è la maggiore forza economica che abbiamo? Gli albergatori: ma non tutti.

Tutti gli altri – come sempre del resto – vanno a rimorchio. Nemmeno i bagnini hanno più la forza per chiedere qualcosa. Figuriamoci i chioschisti, i commercianti e i ristoratori. E come si riesce a controllare il voto? Con la finanza!

Ricordiamo una battuta di Craxi: «Con un 13% di voti si possono fare grandi cose.» C’è un partito che non ha mai raccolto più del 13%, ma ha sempre deciso l’andamento delle elezioni e delle sorti economiche e finanziarie della città. È l’UDC (la vecchia Democrazia Cristiana), l’ormai famoso: “clan dei bordonchiesi”.

La banca è nelle loro mani, ed è un’arma di “convinzione” di massa potentissima. L’esempio più fulgido di questa potenza è il sindaco Enzo Ceccarelli, il quale, dopo essersi accasato molto bene, da semplice DJ presentatore qual era, ha fatto una bella carriera. È stato consigliere della banca e presidente di Verdeblu; tutto grazie al clan.

Il clan, emanazione diretta di un mondo cattolico che gira intorno alla parrocchia di Bordonchio, dopo tanti anni voleva entrare direttamente nelle stanze del potere politico come protagonista, e non più come un semplice appoggio, a volte mascherato. Non gli bastava più detenere “solo” il potere economico/finanziario: Enzo Ceccarelli fu il prescelto. Venne adeguatamente istruito, e infine presentato come il nuovo Messia di Bellaria, destinato ad entrare nelle stanze dei bottoni. Il resto lo conoscete.

Non abbiamo divagato, era solo la premessa per spiegare cosa c’è dietro la scelta di un candidato sindaco. I prossimi candidati saranno tolti dal salone delle cariatidi, per essere dati in pasto ai cittadini. E questo, si badi bene, vale per tutti i partiti escluso il 5 Stelle.

Cominciamo dal PD, che, allo stato attuale delle cose, non ha un personaggio di spicco da presentare. L’unico che avevano – Ugo Baldassarri – sembra non sia gradito da chi ha sempre deciso dentro al PD. Escluso lui, non rimane un granché. A meno di non riesumare qualche vecchio candidato, o addirittura il più famoso dei sindaci di Bellaria: Nando Fabbri! Quindi, niente di nuovo sotto al cielo.

Per la destra non è molto diverso. Gira il nome di Roberto Mazzotti, che secondo noi non è molto interessato, ma rimane comunque un uomo forte del clan. Ci sarebbe anche il presidente della banca Corrado Monti; vero pezzo da novanta, da anni sullo scranno più alto della banca. Per il clan sarebbe il candidato perfetto, entrambi sono dei residuati bellici, ma con una lucidata sarebbero pronti a rientrare in servizio. Ma potrebbe entrare in gioco Filippo Giorgetti, l’enfant prodige dalla faccia pulita della destra bellariese. Laureato, abbastanza navigato in politica, e anche lui molto dentro ai gangli del potere economico/finanziario.

La destra però è spacchettata. UDC, Forza Italia e Lega, Energie per l’Italia e Obiettivo Comune contano qualcosa? Di sicuro la Lega vorrà contare di più. Alle precedenti elezioni comunali ha preso 69 voti, ma ora vorrà rialzare la testa. Il clan darà il permesso?

Anche dentro al PD ci sono delle spaccature. A livello locale sta pagando un silenzio lungo otto anni, che insieme ai problemi nazionali e all’esplosione dei 5 Stelle, ha portato alla situazione attuale. Se la destra bellariese si è data la zappa sui piedi, il PD non gli è stato da meno.

Non è dato sapere quali siano le intenzioni del MoVimento 5 Stelle.

Abbiamo poi NCD. Potrebbe candidare Marzia Domeniconi, ma è più facile che cerchi una sponda, o tra i vecchi alleati della destra, o nel PD. Non è da escludere la possibilità di un accordo con Gabriele Bucci.

Tutti questi personaggi sono ormai pezzi d’antiquariato, appartenenti alla vecchia politica anni ’50/’60. Molto politichese e pochi fatti (meno si fa, meno si sbaglia).


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci