100 ALBERGHI DA DEMOLIRE

– Solo 50 spiagge e 10 libere su tutto l’arenile; la zona colonie da rifare; una darsena; la colonia Roma da ristrutturare e riqualificare -. Questo il futuro per Bellaria Igea Marina.

Altra strada non c’è; ci vorrà tempo. E prima si comincia, meglio è, se vogliamo un futuro per la città e farla diventare una punta di diamante della riviera.

Ampi spazi; un anfiteatro da 10.000 posti; istituti scolastici superiori di alto livello; laboratori di ricerca all’avanguardia. Insomma; un concentrato del meglio possibile in Romagna. Con i nuovi progetti che interessano Torre Pedrera fino a Rivabella, siamo definitivamente e ufficialmente ultimi. Dove vogliamo andare?

Vogliamo restare così? Perché ciò significa arretrare ancor di più. Nessun grande progetto – anfiteatro a parte-. Dobbiamo migliorare al massimo quello che abbiamo, rendere la città più accogliente con un nuovo piano idea, offrire più vivibilità per tutti, anche ai cittadini, ormai da troppo messi da parte perché tutto è concentrato sul turismo, che è pure di bassa qualità. Se si vuole una città da vivere tutto l’anno, si devono cercare economie diverse, ma che siano eccellenti. Basta con gli aggiustamenti “alla carlona”.

È certamente un piano di lunga e difficile attuazione, ma restare come siamo, con piccoli aggiustamenti che non servono a niente, significa morire.

Siamo caduti tanto in basso, che possiamo solo risalire. Ma questo non si ottiene adottando politiche di piccolo cabotaggio, ci vuole coraggio e innovazione. Se questo coraggio si avrà, bene, altrimenti ci attende l’estinzione.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci