A PENSAR MALE…

Come diceva un politico di rango (il divo Giulio Adreotti), a pensare male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca.

Impegniamoci dunque in un ragionamento che mette insieme i comportamenti anomali (anche se legittimi) della Giunta di Bellaria Igea Marina.

Il caso è quello del chiosco del sindaco. Come abbiamo ben appreso in questi nove anni di amministrazione del kaiser, la moderazione non fa certo parte degli elementi caratteristici di questo sindaco.

Abbiamo visto tante volte, come semplici atti amministrativi, venissero propagandati come fatti miracolosi messi in piedi dalla mirabile regia del kaiser.

Non parliamo poi delle vittorie; in particolare se di natura giudiziaria.

Ricordiamo il caso dei ricorsi (abbastanza blandi in effetti) fatti contro i permessi di costruire in deroga per le cabine sulla spiaggia.

Ora invece questa “vittoria” dell’amministrazione, che ha visto riconoscere le proprie tesi addirittura da un Ministro, non è stata minimamente pubblicizzata. Se ne è dovuta fare carico la minoranza, dopo diverso tempo che il documento era arrivato in Comune. Perché dunque questo comportamento?

Qui inizia il nostro peccato (veniale ovviamente, visto che siamo in ambito giornalistico). La “vittoria” del Comune è una vittoria a dir poco parziale; parziale perché il ricorso era un ricorso di metodo e non di merito.

Spieghiamoci meglio: la Soprintendenza aveva dato parere contrario, non perché il progetto non andava bene, ma perché, secondo loro, la pratica non era ammissibile dal punto di vista procedurale. Non è possibile fare sanatoria paesaggistica in ambiti sottoposti a tutela, se non per “abusi” minori.

 Ma non si sono ancora espressi nel merito, e cioè; se le opere abusive, realizzate prima che l’area sottoposta a vincolo, siano compatibili o meno. Ovviamente, ora, visto l’esito del ricorso, la pratica dovrà essere analizzata nel merito. Tutto questo ragionamento, a cosa porta?

L’amministrazione non ha pubblicizzato la notizia, perché ha ovviamente paura che chi dovrà analizzare la pratica (di nuovo nel merito), venga in un qualche modo influenzato negativamente da una ipotetica enfasi dell’amministrazione, che, trionfante, si appropria della vittoria. Siamo di nuovo al comportamento parziale, che in teoria favorisce qualcuno a discapito di altri.

Sì, perché sapere che la Soprintendenza dovrà analizzare nel merito le pratiche simili, nel caso del chiosco del sindaco è una cosa che può andare a vantaggio di tutti coloro che si trovano nella medesima situazione. Tenere nascosta la notizia, invece, chi avvantaggia? Se vantaggio si può definire, visto che, comunque, la Soprintendenza, da un po’ di tempo, ha già espresso, in casi molto simili, pareri contrari (condoni, ad esempio, che avevano una procedura che imponeva la valutazione di merito da parte della Soprintendenza).

Continueremo a vigilare, non perché vogliamo punire qualcuno, ma, al contrario, perché a tutti venga riservata la medesima attenzione, né più, né meno.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci