SCANDALO BELLARIESE: IL PIANO B

Stanno affondando, ma continuano a suonare. Ma non siamo sul Titanic; siamo a Bellaria.

La politica è sempre piena di sorprese; quando meno te lo aspetti spuntano notizie a dir poco stupefacenti.

Apprendiamo da Danilo Lombardi, consigliere del M5S, che la settimana scorsa, parlando con il Presidente del Consiglio Filippo Giorgetti del successivo CC, gli disse che mercoledì, non sarebbe potuto essere presente.

E cos’ha fatto Filippo Giorgetti? Puntualmente ha fissato il CC per mercoledì: per di più d’urgenza (che poi, in realtà, non era così necessaria l’urgenza). Alla faccia della dichiarazione dello stesso Giorgetti, che ha affermato «di tenere sempre in considerazione le esigenze lavorative dei Consiglieri nel fissare le date dei CC.» Una coerenza a dir poco ballerina.

Dunque prende sempre più piede l’ipotesi di una macchinazione architettata dalla maggioranza – di cui fa parte Filippo Giorgetti -. L’urgenza della convocazione sarebbe derivata dal fatto di sapere che sarebbe mancato un consigliere di minoranza, e quindi la surroga sarebbe passata senza problemi. Poi, però, Lombardi è stato presente, avendo ottenuto di potersi assentare dal suo posto di lavoro sito a Piacenza. E così il piano della maggioranza è saltato.

La maggioranza era ben consapevole del rischio, dato il precedente di 10 anni fa da loro messo in atto, e quindi sono passati al piano B escogitato da Gianluca Medri Ottaviani: la richiesta di 5 minuti di sospensione per dar modo ai capigruppo di maggioranza di ritirare la surroga. Ma la surroga non era un atto dovuto? Almeno così affermavano fino a pochi minuti prima. Si badi bene che, anche in questo caso, il caro Presidente ha gestito la cosa nell’esclusivo interesse della maggioranza. Mai si era vista la sospensione di una delibera in fase di voto.

Quanto è aleatorio avere un Presidente del CC, che invece di tutelare la minoranza si presta al gioco della maggioranza? Un Presidente che si permette di obiettare su qualunque cosa, invece di incentivare il confronto democratico? Un presidente che si spinge a impedire a un giornalista, fotografo professionista, di fare il suo lavoro, in quanto “reo” di non essersi “accreditato” prima alla presidenza, e cioè a lui stesso, che siede sullo scanno più alto? Ma il sindaco si era accreditato per fare fotografie?

Insomma: un Presidente che proprio non pare adatto al ruolo che ricopre. Un Presidente, inoltre, che si sente predestinato, per unzione Divina, a diventare il prossimo sindaco. In pratica “il delfino”; come era uso definire l’erede al trono di Francia.

E non è una nostra fantasia, visto che ha avuto anche l’ardire, in un suo intervento durante la discussione (alla faccia della terzietà del suo ruolo), di affermare che il centro destra (e cioè la sua parte politica) gode della maggioranza relativa in comune, secondo l’esito delle recenti elezioni – “boiata più grossa non si era mai sentita, da quando l’uomo ha inventato il cavallo” (cit. dal film “Febbre da cavallo”) -. Come a sottolineare il fatto che il suo destino è già tracciato. Si dovrà ricordargli che le elezioni comunali ci saranno il prossimo anno e che, sino a prova contraria, gli elettori esprimono liberamente i loro voti.

Carissimo Presidente; la imploro in ginocchio di querelarmi. Se Lei ritiene che quanto sopra riferito su Lombardi non corrisponda al vero, avrò modo, durante le udienze processuali, di dimostrare quanto affermo. Presidente, non si preoccupi, sarebbe solo un processo, mica i lavori forzati.

Se non vuole impegnare le sue risorse faccia come fa il suo Sindaco, che usa i soldi dei contribuenti per muovere querele a chi si azzarda a esprimere il proprio libero pensiero.

Niente di personale, è ovvio. Solo politica, dove arrivano anche i colpi bassi. E nemmeno niente di personale nei confronti del surrogante Marco Nanni; ci mancherebbe. È capitato, suo malgrado, in questo casino. Figuriamoci, non ho mai scritto di cose personali, nonostante tutto il gossip che mi arriva.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci