TEMPO PIENO AL FERRARIN: UN INCONTRO INUTILE

La riunione con i genitori al Ferrarin, evidentemente si è tenuta solo per dimostrare una falsa disponibilità. In pratica non ha ottenuto effetti: tutto infatti è rimasto tale e quale a prima.

Il solito ‘burocratico‘ rimpallo di responsabilità tra competenze, per lavarsene pilatamente le mani e diluire le colpe: in questo caso la palla è rimbalzata tra comune e scuola. La dirigente ha affermato che prima di poter chiedere una seconda classe a tempo pieno al Ferrarin, è necessaria la copertura di tutti i posti del territorio (Bellaria e Igea Marina), sia a tempo pieno, che normale, sempre vi siano i fondi disponibili. In ogni caso, alla domanda di avere una seconda classe, considerando che le domande erano praticamente il doppio e che i richiedenti risiedevano sia a Bellaria che a Igea, è stato risposto che il Provveditore non avrebbe accettato. Da ciò si evince chiaramente che le cose erano già state decise.

Effettuati alcuni sorteggi tra persone con uguale punteggio, è stato proposto di ripiegare su scuole aventi ancora posti disponibili, sia a Bellaria, che a Igea. Pare non sia servito nemmeno far notare che alcuni genitori avevano presentato una dichiarazione infedele sulla loro posizione lavorativa; cosa che aveva loro consentito di ottenere una posizione più alta in graduatoria.

Sembra addirittura che due genitori, fuori dai 27 all’atto della prima graduatoria, dopo i ricorsi che dovevano essere presentati entro il 24/02, siano stati inseriti nei 27 e quindi possano usufruire del tempo pieno. Questi genitori, alla prima iscrizione, risultavano lavorare uno a tempo pieno e uno a tempo normale. Magicamente, al 24 febbraio, pertanto dopo la chiusura delle iscrizioni (quindi quando non si poteva più presentare nulla), entrambi i genitori risultavano occupati a tempo pieno… Nulla però da eccepire per la dirigente: per lei era tutto in regola.

Subito dopo, la stessa dirigente, facendo notare che le dichiarazioni presentate facevano fede al termine ultimo del 6 febbraio, ha negato a una mamma di presentare l’atto di compravendita della casa, che dimostrava che si stava spostando a Igea Marina, potendo, in questo caso, ottenere un maggior punteggio. Due pesi e due misure?

Questo parrebbe confermare che non siano stati effettuati i controlli previsti per legge sulle dichiarazioni di lavoro: non sarebbe potuto entrare chi non aveva titolo.

Facciamo notare come i criteri di punteggio definiti dal Consiglio d’Istituto, tengano conto della situazione lavorativa dei genitori e non della possibile scelta di una offerta formativa a tempo pieno, in linea con i modelli del Nord Italia o Europei, dove da anni, con questo metodo, si offrono più attività didattiche, maggiori possibilità di socializzazione, e stimoli favorevoli alla formazione dei bambini. Qua da noi evidentemente tutto ciò non interessa: non si parla di scelta, ma di necessità. Il tempo pieno viene considerato come un parcheggio per chi non può, o non vuole, prendersi cura dei figli.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci