MERCATO ITTICO: ANALISI DI SBILANCIO

Appena fu data notizia del progetto, facemmo le nostre considerazioni sull’opportunità di un “Mercato ittico all’ingrosso” con sede nella nostra città.

Quelle considerazioni non furono solo nostre, ma vennero ampiamente suffragate da esperti in economia di mercato e da chi conosceva a fondo il settore. Si avevano informazioni sulla situazione economica dei corrispondenti mercati limitrofi ben più affermati che, in passato, avevano conosciuto tempi floridi, ma che, già all’epoca, avevano difficoltà in aumento e, ragionevolmente, non prevedevano sbocchi favorevoli. Se non altro in tempi accettabili.

Insomma, pur consolidati da tempo, non lasciavano sperare a una soluzione a breve termine dei loro problemi, né avevano qualche elemento che potesse ispirare ottimismo.

Ciononostante alcuni interessati (non si sa per quali interessi) spinsero a quella sventurata avventura.

I pescatori, si sa, vivono di “speranze”. Speranze di incappare nella “giornata buona” (ogni tanto capita), nell’anno buono (anche quello capita). Purtroppo le giornate buone diradano e gli anni buoni anche. Ma non sono quelli che salvano o risolvono: al massimo possono dare un po’ di respiro. Non si può sempre confidare nella buona sorte, ma nella sorte “normale”.

Bellaria Igea Marina, sia come marineria, che come logistica portuale, non ha le capacità per competere con le marinerie limitrofe, ma qualcuno ha saputo convincere che il rospo potesse diventare principe. Peccato non ci fosse la principessa dal magico bacio.

Il mercato ittico, nato sotto cattivi auspici, progettato “a spannella”, collocato alla peggio non si può, è proseguito come il suo parto lasciava presagire: male!

Asta inesistente, affidata a un improbabile “metodo online”, presto messo fuori gioco, non aveva alcuna possibilità di sopravvivenza. Nato con incurabili difetti genetici, ha provato a vagire cercando di sopravvivere, ma anche il magro seno a cui ha tentato di allattarsi era troppo povero di latte: condannato già prima di vedere la luce.

Abbiamo preso visione del bilancio 2016: chiunque, anche a una superficiale analisi, capirebbe che non ci sono le possibilità di proseguire. Solo i costi del personale non sono ammortizzabili: voler continuare sarebbe solo follia.

Dispiace che siano coinvolti pescatori che fanno una dura vita per trarre sostentamento per le loro famiglie. Dispiace che ora i loro sacrifici li abbiano convogliati in un cul de sac senza un’uscita che non sia dolorosa.

È vero: chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Ma chi si è attirato con melliflui modi la fiducia altrui, è ben più colpevole.

Ci sentiamo di dare un assolutamente spassionato consiglio, nell’esclusivo interesse dei soci pescatori. Dichiarate la sospensione dell’attività, portate i registri in tribunale, raggiungete un accordo con i creditori: fermatevi qui, ora, subito! Proseguire non potrà far altro che allargare l’ormai insanabile ferita.

Un ultimo avvertimento alla minoranza. Sappiamo che il sindaco ha presenziato a una riunione dei soci. Sappiamo che l’eventuale fallimento del mercato ittico sarà un’altra tegola che cadrà sulla testa dell’amministrazione.

Vegliate! Non si sa mai che, in qualche modo, scivolasse fuori un aiuto economico a spese dei cittadini. Non sarebbe in nessun caso tollerabile. Occhio!


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci