L’ULTIMA CORVÉE DEL SINDACO

L’appello del sindaco Enzo Ceccarelli alle minoranze per avere il loro appoggio sull’arenile, travalica la tragedia greca e diviene la classica commedia all’italiana.

Enzo Ceccarelli, padre e padrone della città – almeno così crede lui – chiede soccorso a quella ‘banda d’incapaci‘ (secondo lui) dell’opposizione, dopo che per anni li ha accusati di ogni malefatta.

Il sindaco si crede furbo, perché se il suo progetto di una deroga di 18 mesi non passasse, farebbe ricadere la colpa sui Komunisti e sui Grullini. Al contrario, se la deroga fosse approvata, diventerebbe il ‘salvatore della patria‘, l’eroe che diventa mito.

Dopo aver annunciato più volte i bandi sulle spiagge e aver minacciato che sarebbe passato a prendere le chiavi delle varie attività che vi si trovano obbligandole alla chiusura, solo adesso, di fronte al pericolo di una possibile demolizione del suo chiosco, cerca una soluzione. Per far questo ha suo malgrado bisogno dell’opposizione, quell’opposizione mai ascoltata, denigrata e sempre trattata con sufficienza, quando non guardata con odio dall’alto al basso.

Questa amministrazione ha avuto nove anni per cercare di risolvere i problemi dell’arenile, addirittura ha approvato nel 2012 – anche con il voto favorevole dell’opposizione – una delibera che avrebbe in parte sanato quei problemi. A questa delibera non è stato dato corso, senza mai spiegare il perché. Qui c’è una grave colpa anche da parte dell’opposizione, che non è stata col fiato sul collo per sapere e capire quel perché. Le delibere non basta votarle, bisogna anche seguire la loro attuazione.

Al di là della delibera, la maggioranza, non ha voluto il dialogo né la collaborazione dell’opposizione, come al solito qui da noi ognuno pensa al proprio orticello, non c’è senso di appartenenza, manca la comunità.

Comprendiamo perfettamente gli operatori di spiaggia, ma anche loro hanno colpe. Adesso sono a rischio, e non saremo certo noi a metterli nei problemi. Il sindaco chiede soccorso all’opposizione: ma cosa mette sul piatto della bilancia per pareggiare il conto?

Già, perché qualcuno dovrà pagare il prezzo della tracotanza politica cieca e sorda ad ogni richiamo, a ogni consiglio.

Caro Enzo, cosa saresti disposto a mettere in gioco?

Vediamo: oltre alle scontate dimissioni – senza queste nessun aiuto è possibile – potresti rinunciare al chiosco di famiglia o azzerare i finanziamenti a Verdeblu. Ovviamente sarebbe d’obbligo riesumare la tassa di soggiorno e… darmi un posto di lavoro.

Almeno due delle cose sopraelencate andrebbero fatte, meglio sarebbe tutte: è necessario che tu le faccia.

Naturalmente l’opposizione è libera di agire come meglio crede, anche dare l’aiuto richiesto in cambio di niente, ma in questo caso si tratterebbe solo di convenienza politica, potendo poi affermare: «Cari operatori di spiaggia, vi abbiamo salvato noi.»

Qui è sotto accusa la politica che in tanti anni non è stata capace, o non ha voluto, trovare la soluzione che in tutti gli altri Comuni della riviera hanno trovato.

Ed è per questo che il prezzo da pagare è politico. L’arroganza del mondo politico ha fatto danni e creato problemi, ma, come sempre capita, a pagarne il prezzo sono i comuni cittadini. È ora che le cose cambino, anzi, l’ora è passata, siamo in grave ritardo.

Nota a margine: che questa storia vada in porto oppure no, si dovrà tener presente che chi ha ricevuto, o riceverà, un ordine di demolizione – quindi conseguenza di un reato – secondo il codice degli appalti non potrà partecipare ai bandi. È vero che dopo circa cinque anni il reato si prescrive, ma questo deve decretarlo un Giudice. Senza una sentenza di prescrizione il reato rimane, e quindi chi ha questo carico pendente non potrà partecipare ai bandi.

Chissà come mai il sindaco questo non lo dice? Inoltre non dice che questa manovra dei 18 mesi di proroga è assai pericolosa dal punto di vista legale: anche in questo caso si corre il rischio di incorrere in reati. Il bello è che non ci saranno paracadute per tutti, anzi, forse ce ne sarà per uno solo: indovinate chi… È quindi probabile che i consiglieri che voteranno sì, tra un paio d’anni potrebbero ricevere un avviso di garanzia.

Chi glielo fa fare all’opposizione di aiutare il sindaco (ormai disperato) per mettersi nei guai?


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci