MILANO CHIAMA L’ARCHITETTO CRISTIAN GORI

L’architetto Gori al Politecnico di Milano col Piano Arenile

Il masterplan del Piano arenile di Bellaria Igea Marina firmato dall’architetto Cristian Gori del Coworking Studio per la Coop. Bar di spiaggia, continua ad attirare l’attenzione in importanti convegni internazionali di urbanistica. Il 19 gennaio è stato illustrato al Politecnico di Milano in occasione del convegno organizzato dall’Osservatorio Pratiche di Resilienza.

Architetto, dopo Roma e Napoli ora Milano: ci parli di questa ultima vetrina professionale.

Un importante confronto a livello internazionale. Come ho sempre detto, eventi del genere aiutano a crescere e migliorarsi professionalmente, ma ci fanno anche capire l’importanza e il valore del lavoro prodotto.

Dopo essere stato selezionato dalla Società Italiana Urbanisti e dall’Istituto Nazionale di Urbanistica, ora anche l’Osservatorio Pratiche di Resilienza ha ospitato il vostro progetto, non male direi.

Questo ovviamente ci gratifica e deve essere da stimolo propositivo verso una riflessione allargata per arrivare a concretizzare la proposta. Tutto il lavoro svolto, sia da parte dei progettisti, che dal direttivo della Coop. Bar di spiaggia, è espressione di uno spirito costruttivo verso la città.

Ci spieghi cosa si intende con “Resilienza” in ambito urbanistico.

Il termine resilienza viene preso in prestito dalla fisica meccanica. Rappresenta la capacità di un materiale di assorbire gli urti senza rompersi. Trasposto in ambito urbanistico, si potrebbe intendere come la capacità di una città, o di un territorio, di riconfigurare il proprio assetto urbano senza subire traumi.

Del progetto del Piano arenile, cosa è piaciuto?

L’idea concettuale del woonerf marino come ambito di caratterizzazione con cui identificare zona alberghiera, lungomare e arenile come un unico contesto paesaggistico. In particolare l’attenzione rivolta al modo di “vivere la linea di costa”, da cui abbiamo impostato e dato il titolo al progetto.

In cosa e in quanto questo progetto rispecchia il tema della “Resilienza”?

Nei caratteri prestazionali che il progetto intende affermare come obiettivo. La Salubrità ambientale, la Sicurezza urbana, i nuovi Servizi balneari, l’attenzione alla Socialità dei luoghi e la Soggettività dei singoli operatori turistici coinvolti nella riqualificazione. Requisiti che strutturano l’idea di una fascia costiera concepita come woonerf marino. Il progetto elaborato cerca di adattare gli spazi alle nuove modalità di vivere questi luoghi della riviera. Sono requisiti che interpretano il concetto di resilienza, non solo in termini fisici, ma anche sociali, economici e culturali.

Questo masterplan, non solo offre un progetto di rinnovamento alla città, ma propone una soluzione anche fattibile, cosa spesso elusa in molti piani che si limitano agli indirizzi normativi. Questo aspetto è stato colto nei vari convegni.

Si, contrariamente a quanto potrebbe apparire dall’esterno in questi contesti diciamo “accademici”, in realtà c’è molta attenzione alla concretezza e alle esperienze svolte sul campo. L’attenzione alla reale fattibilità è un requisito fondamentale, motivo per cui abbiamo voluto impegnarci avanzando una proposta progettuale che traduca e permetta di verificare l’idea nel suo modo di essere architettonico e urbano.

Anche perché se si vuole entrare nel merito di una progettualità occorre dimostrarla attraverso dei disegni; la normativa non basta

Credo che la peculiarità di chi fa l’architetto sia proprio quella di riuscire, attraverso il disegno, a compiere quel passaggio dalla riflessione concettuale a una configurazione formale spaziale dell’idea. Questo significa dare forma compiuta di senso come soluzione a un problema. Diversamente si corre il rischio di liquefarsi in una dimensione onirica. L’aspetto normativo è importante, ma come parametro di controllo quantitativo. Ciò che definisce un luogo è la qualità della composizione progettuale e questa la si esprime attraverso la configurazione del disegno.

C’è chi sostiene che occorre pensare in grande, avere dei sogni se ci si vuole innalzare.

Avere dei sogni è fondamentale per potersi dare degli stimoli e provare ad evolvere. Professionalmente parlando, l’architetto dovrebbe proporre delle soluzioni cantierabili. Ritenere di dover pensare in “grande”, come si sente dire solitamente, per poi non realizzare mai niente, a mio avviso è poco produttivo. E’ preferibile riflettere in modo corretto e realizzare qualcosa di concreto. Il sogno serve come input, ma poi occorre essere realisti. L’architettura è un’arte concreta, profondamente radicata a terra.

Da troppo tempo a Bellaria Igea Marina si parla senza mai realizzare nulla e il tempo è finito. Se la città vorrà risollevarsi, occorrerà dare spazio alla competenza e alla professionalità. Figure professionali eccellenti ci sono. Tra queste l’architetto Cristian Gori con lo staff del Coworking Studio. Non lo diciamo noi di Belligea, lo testimoniano i numerosi progetti che hanno trovato apprezzamento in tanti importanti convegni internazionali di urbanistica, onorando in Italia e all’estero il nome di Bellaria Igea Marina……


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci