INDAGINE SU UN CHIOSCO AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO

L’analisi di Sherlock Holmes.

Alla conferenza stampa indetta dal sindaco sabato mattina non si è presentato nessun giornalista. Forse era presente “Il Nuovo”, che è come dire che il sindaco parlava a se stesso. La conferenza stampa ha prodotto il comunicato che troverete in fondo all’articolo.

  • Come già abbiamo detto per primi, il ricorso, sotto l’aspetto tecnico, è ineccepibile. Resta il fatto che il Comune è un soggetto terzo nella vicenda e non dovrebbe avere interesse al ricorso. Il suo compito dovrebbe limitarsi nel comunicare al privato le determinazioni della Soprintendenza e ordinare la demolizione: punto.
  • In ogni caso la possibilità di un ricorso gerarchico è possibile se la materia è normata (è così per il Ministero degli Interni. Per esempio in caso di una multa dalla polizia si può ricorrere al Prefetto), ma in tema di Soprintendenza la materia NON è normata, quindi parrebbero non sussistere i fondamenti di legge per l’iniziativa.
  • Perché la delibera di Giunta? Il ricorso è un semplice atto amministrativo e non necessita tecnicamente di una delibera. In comune dovrebbero rispondere questo, se lo sapessero..: “La delibera di giunta ha tuttavia un fondamento logico perché sulla materia la rappresentanza del comune si attiva con una delibera di giunta e non con un atto del dirigente”. Purtroppo per loro non lo hanno scritto nel comunicato.
  • Siccome il ricorso gerarchico resta sempre all’interno dello stesso comparto della Pubblica Amministrazione, praticamente mai viene accolto. Non si è mai vista, ad esempio, una multa annullata dal Prefetto, ed è per questo che per contestare provvedimenti di questo tipo l’unica strada è il ricorso al giudice di pace.
  • In pratica il sindaco si è immolato per il bene della città; perché è questo il messaggio che l’amministrazione tenta di far passare.
  • Altra questione è la comunicazione della delibera ai capigruppo, avvenuta solo dopo la pubblicazione del primo articolo su Belligea: a oltre trenta giorni dall’approvazione. Quindi oltre i 30 gg. previsti dalla legge. Forse speravano che passasse tutto inosservato?
  • Creare un precedente; questo dicono. In tempi non sospetti avevamo subito scritto che l’amministrazione avrebbe sfoderato questa giustificazione. Ma se veramente fosse stato cosi, avrebbero dovuto emettere subito un comunicato stampa per informare i cittadini di questo. Avrebbero spento le polemiche e, anzi, avrebbero pure fatto bella figura.
  • Ancora: il Comune afferma che il caso del chiosco della famiglia di Ceccarelli è unico sul nostro litorale. Da informazioni prese in alcuni studi tecnici, risulta ci siano altre situazioni analoghe; ad esempio quasi tutti i chioschi di via Colombo. Lo si rileva anche dalla evidente contraddizione in cui lo stesso Comune cade nel suo comunicato. Si afferma infatti che il precedente sarà utile per altre situazioni simili. Allora il chiosco del Sindaco è un caso unico, sì o no? Perché la questione è tutta qui. Se loro stessi affermano che ci sono casi simili, perché non hanno usato lo stesso metodo per tutti?
  • Sono mesi che l’amministrazione, per vari motivi, terrorizza gli operatori di spiaggia includendo anche il rispetto per la paesaggistica. All’improvviso, notte tempo, e sperando che nessuno leggesse la delibera, sorpresa sorpresa, fa un singolo ricorso solo per il chiosco del Sindaco. Non è un po’ strano?
  • L’amministrazione afferma che il ricorso al Ministero è solo un chiarimento. Un chiarimento, però, non dovrebbe contenere l’affermazione che la Soprintendenza ha violato la legge. Un modo piuttosto originale per chiedere “solo” delle precisazioni.

Altro argomento: l’aggressione a persone e famiglie. Ma guarda un po’, tutto il gossip che si è scatenato è stato montato solo dalla parte dei simpatizzanti della attuale amministrazione. Gossip che, guarda caso, si è immediatamente fermato appena si è presentato un testimone e, sempre guarda caso, a favore di Lazzarini. Chissà come ci sarà rimasto male Filippo Giorgetti, che, molto ingenuamente, invece di astenersi e aspettare l’inchiesta dei carabinieri, ha scritto “Flaviana Grillo, hai tutta la mia solidarietà”, fidandosi solo delle parole della Grillo. Mentre, sempre secondo lui, è lecito sparlare delle persone. Strano, perché risulta sia rimasto molto amareggiato quando i soliti gossippari (sempre della sua parte politica) ricamavano su una sua vicenda personale, mentre noi no! Non c’è che dire; ottimo per un Presidente del Consiglio Comunale che, per definizione, non solo dev’essere imparziale, ma deve anche dimostrare di esserlo.

Tanto per concludere l’argomento, quello che ha subito Lazzarini in questi mesi è assimilabile al reato di stalking.

Di Aquabell parleremo in un altro articolo.

P.S. I toni e i contenuti degli articoli non “travolgono” il pubblico dibattito, semmai lo stimolano. Questa amministrazione parla di “informazione autorevole contro baruffa politica da social network” (naturalmente l’informazione autorevole sarebbe “Il Nuovo”, di cui il sindaco è socio…). Proprio loro, che di informazioni ne danno pochissime, sempre di parte e non molto chiare. E lo si capisce anche da questo comunicato, che alla fine non dice niente ed è scritto anche abbastanza male.

Notate bene: ci hanno messo sette giorni per rispondere, ma è comprensibile, non è facile inventare scuse su due piedi.

Domanda finale: se il Ministero darà ragione alla Soprintendenza, cosa farà Ceccarelli? Ordinerà la demolizione del chiosco della moglie?

Noi, naturalmente, continueremo a dubitare, perché, come dicevano i latini, dubitando ad veritatem pervenimus.

Il comunicato integrale dell’amministrazione: IL COMUNICATO DELLA MAGGIORANZA


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci