I SEGUACI DELL’OTTUSO POTERE

Caro Direttore,

il suo articolo sull’ottuso potere ha solleticato il mio pensiero e portato a rivolgerlo alla situazione locale.

Ho trovato interessanti le considerazioni sulla deformazione della realtà provocata dall’ostinazione nel mantenere potere e privilegi, e sulle inevitabili e, a volte, drammatiche conseguenze che ne possono derivare. Come giustamente cita l’articolo, la storia è stracolma di esempi probanti, ma pare che mai si riesca a trarne insegnamento. Questo non solo a grandi livelli, ma la stessa tendenza la si riscontra anche a livelli circoscritti a piccole, o relativamente piccole realtà.

Le passioni umane sono sempre le stesse, i potenti vivono degli input dei loro adulatori e si crogiolano nel consenso dei loro seguaci: gli altri vadano pure a quel paese! E qui abbiamo coloro che, ben pronti a correre in soccorso del vincitore, si pongono sotto la sua ombra e lo accompagnano al precipizio. Qui giunti, però, quasi tutti si fermeranno prima di precipitare, pronti a genuflettersi al nuovo potente di turno. Sappiamo, tanto per fare un esempio, quanti ferventi fascisti poi si proclamarono altrettanto ferventi comunisti, dopo che a Piazzale Loreto furono miseramente (e anche vergognosamente) esposte le spoglie dei loro idoli.

Ma può avvenire, naturalmente, anche il contrario: cioè che un comunista, che dalla sua “fedele” appartenenza ha tratto tanto giovamento da poterne ricavare sostentamento per lui e la sua famiglia, diventi poi sostenitore di qualcuno che l’ideale comunista nemmeno sa dove stia di casa.

Mi riferisco a  signori che in passato hanno avuto un ruolo di notevole rilievo proprio nel vostro comune, grazie alla loro “convinta” devozione all’ideologia di sinistra e che oggi, chissà perché, si sono chiaramente schierati con una amministrazione di tendenza totalmente opposta.

Cambiare idea è da saggi, direte. Ricordo però che certi signori hanno pubblicamente elogiato l’ex sindaco Nando Fabbri per la sua attenzione verso i bisognosi, l’occhio di riguardo che giustamente un sindaco dovrebbe avere verso gli indigenti. Ora mi chiedo: come possono, gli stessi, rinnovare costantemente e pubblicamente la loro stima verso l’attuale sindaco, che iniziative simili non ne ha mai avute? Anzi, forse ne ha avute, ma a volte, forse, per far star meglio chi già stava bene?

Questi signori che già “hanno una certa età”, quell’età in cui, più che altro, dovrebbe essere ancora più importante avere a cuore la propria dignità, dignità eventualmente da trasmettere a quelli che oggi vengono chiamati millenials. Evidentemente non è così per tutti, ed è davvero un peccato.

Buone cose, Piero Benini.


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci