GP di Abu Dhabi: Cala il sipario.

Sembra di essere tornati all’anno passato: a Yas Marina le due Mercedes se ne sono andate al ritmo di quasi mezzo secondo a giro lasciandosi alle spalle sia le Ferrari che le Red Bull. Un campionato iniziato sotto i migliori auspici, con Vettel primo in classifica dopo 12 Gran Premi, è naufragato in errori del pilota e della GeS. Errori di Vettel ( Baku e Singapore ) errori della Scuderia per due rotture ( flangia del turbo e candela ) errori questi ultimi che potrebbero essere figli dello strano allontanamento di Sassi… qualcosa nello sviluppo del propulsore non ha funzionato e ad Abu Dhabi la SF70 è apparsa come depotenziata e a tiro delle Red Bull addirittura più veloci in rettilineo.

 

Che Vettel in certe situazioni sia troppo emotivo è storia vecchia: come Schumacher è un tedesco molto latino, ma certo se ha perduto il mondiale non è colpa sua. Semmai sarà colpa sua non saprà prendere per mano la squadra di Maranello, come aveva fatto Schumacher e guidarla verso una maggiore competitività.

 

Bottas ha vinto la gara ma personalmente resta la sensazione che gli sia stato concesso come sorta di premio di incoraggiamento in chiave 2018: Hamilton era più veloce e gli è arrivato negli scarichi negli ultimi giri poi, stranamente, si è allontanato di qualche secondo per chiudere quasi in zona DRS ovvero a 1,268 secondi.

 

Di questo Mondiale 2017 resta ben poco, a parte le cinque vittorie di Vettel: la Mercedes ha ripreso a dominare il Circus grazie alle regole che lei stessa ha imposto e se Liberty Media oltre a cambiare il logo della F1 non cambierà la sostanza delle cose, non cambierà nulla… basta con i motori elettrici e torniamo a motori termici degni della massima espressione dell’automobilismo mondiale.

Massimo Scalzo