COME TUTTO EBBE INIZIO. PARTE 5

COME TUTTO EBBE INIZIO

Capitolo quinto

Dunque tutto avvenne come doveva avvenire.

E arriviamo così ai tempi in cui si sarebbe attesa la seconda discesa del sindaco sulla Terra. Più precisamente il suo avvento sulla terra che aveva lui stesso seminato al momento della creazione.

La terra era lentamente cresciuta: si era formata una distesa di dune di sabbia, davanti a una distesa d’acqua.

Vista così non era niente di particolare, anzi, di posti così ce n’erano tanti: a nord e a sud.

Ma quello che era particolarmente particolare, era che su di esso sarebbe gravata una doppia maledizione.

La prima era partita già dall’inizio, quando Dio non aveva visto di buon occhio la sua abusiva collocazione (aveva previsto che lì, in un lontano futuro ci sarebbe dovuta venire una bella darsena naturale per Rimini e Cesenatico). La seconda si era attivata perché quel sindaco, che aveva mandato sulla Terra per salvare l’umanità, aveva parzialmente fallito la missione.

Infatti, nonostante i suoi sforzi e il suo sacrificio, non aveva convinto proprio tutti quanti.

Erano infatti sorti tanti credenti in altre religioni: musulmani, induisti, scintoisti, buddhisti (ma Buddha lo aveva fregato sul tempo) e così via. Insomma, gli mancava una bella fetta di umanità.

Così chiamò il sindaco e gli disse:

Senti, non me ne indovini una che è una. Tu andrai a governare la terra che hai seminato, ma non prima che altri abbiano lavorato per rovinarla.

Tu arriverai pertanto quando saranno già quasi alla frutta e riuscirai pure a fare peggio dei tuoi predecessori.

Io farò in modo che quella terra venga popolata dagli umani che mi riusciranno meno bene. Solo pochi si distingueranno dagli altri, ma non saranno riconosciuti, perché la massa sarà cieca al loro merito.

Sindaco sarà il nome di coloro che governeranno i paesi e le città, così tu dovrai cambiare nome per essere riconosciuto. Ordino anche che ‘sindaco’ sia scritto con la minuscola, fatto salvo quando indica direttamente la persona istituzionale non seguita dal nome. Di questo, informerò l’Accademia della Crusca.

Tu nascerai a Borghi e là, tra i campi, attenderai la tua chiamata.

Ancora del tempo dovrà passare. Intanto vai a riattaccare il frutto all’albero della conoscenza e smonta l’Eden, che non serve più.

Il nome del luogo sarà quello che tu gli hai dato al momento della sua creazione: ‘Bellaria’. Però, siccome lì ci doveva venire un’ampia insenatura, quel nome verrà dimenticato nelle cartine turistiche. Farò in modo che così avvenga.

Tutto è già deciso e tutto dovrà compiersi.

E come Dio aveva ordinato, avendo deciso che le decisioni da decidere le avrebbe decise lui: Bellaria iniziò lentamente a sorgere dalle dune e dalla sabbia, vicino a un fiume.

Anche quel fiume sarebbe stato frutto di incertezze. Sarà da alcuni ritenuto essere il Rubicone, quello che Cesare avrebbe attraversato dopo aver tirato un dado nelle sue acque e averlo poi perduto. Ma il suo nome sarà ‘Uso’. Ciò metterà in imbarazzo i futuri abitanti, che leggeranno sui contenitori ‘non disperdere nell’ambiente dopo l’uso’. Ma chi abiterà a nord penserà che il ‘dopo l’uso’ sia a sud; chi abiterà a sud penserà che il ‘dopo l’uso’ sia a nord, sicché tutti getteranno i contenitori dalla loro parte, provocando accumuli di contenitori. Poi, finalmente, qualcuno spiegherà che, in quel caso, ‘uso’ non si riferisce al nome del fiume. Non tutti capiranno e il ‘problema immondizia’ continuerà per molti anni, e ancora esiste.

Continua

Capitolo precedente, http://www.belligea.it/2017/10/31/come-tutto-ebbe-inizio-parte-4/

Il Direttore Giuseppe Bartolucci