GP del Messico: Hamilton e il 4° sigillo.

E’ andata come non doveva andare: Sebastian Vettel ancora una volta butta via la pole per resistere all’attacco di Verstappen e rovina anche la gara di Lewis. Al via l’olandese sfrutta la scia della SF70 e passa all’esterno della prima curva: Vettel per resistere lo tocca con l’ala: Hamilton prova a superare anche lui Verstappen alla curva successiva, non ci riesce e con la posteriore manda in frantumi l’ala danneggiata del tedesco.

Verstappen ha quindi vita facile su un Bottas che non sembra volerlo minacciare, ma è pur vero che le due Mercedes viaggiano in de-rating ( depotenziate ) per evitare problemi, specie Lewis il cui motore ha già fatto 1900 chilometri. E’ pur vero che il balzo in avanti della Red Bull suscita dei dubbi in quanto Ricciardo ha ammesso che, a partire dalla Malesia, la monoposto del giovane olandese ha potuto usufruire di un nuovo sistema sospensivo che sembrerebbe riprendere il comportamento da “correttore d’assetto” della sospensione bandita a inizio anno, dopo la lettera d’interrogazione di Simone Resta, chief designer Ferrari. Dubbi anche alimentati dalla moria dei motori Renault, anche quello ( in versione TAG ) di Ricciardo.

Rientrati entrambi ai box, ne escono Vettel 19° e Hamilton 20° e mentre l’inglese rimonta senza rischi e con un bel duello con Alonso, la gara di Vettel è un’inutile e disperata rincorsa fino al quarto posto, a 11 giri dal termine ma a ben 23″ secondi da Raikkonen che a sua volta giunge terzo a 54 secondi dal vincitore. Hamilton risale fino al 9° posto, quanto basta per conquistare il quarto alloro iridato.

Comunque vadano le prossime due corse, Brasile e Abu Dhabi, possiamo fare delle considerazioni: la Ferrari ha probabilmente perduto un mondiale che poteva vincere, lo ha perduto la squadra per i problemi al turbo e alla candela, lo ha perduto Vettel che mai come quest’anno ha dimostrato di essere simile a Schumacher nel giro secco e nel passo gara, capace di venti giri a ritmo di qualifica, ma anche allo Schumacher nervoso della ruotata a Villeneuve che gli costò l’esclusione dalla classifica piloti del 1997 o quello di Spa e Suzuka dell’anno successivo.

Massimo Scalzo