COME TUTTO EBBE INIZIO. PARTE 2

COME TUTTO EBBE INIZO

Capitolo secondo

Detto fatto si misero al lavoro… e a litigare.

Già, perché ognuno lo voleva un po’ più a sua somiglianza che dell’altro. E lì a contarsi le dita (parrà strano ma non ci avevano mai pensato), misurarsi il naso, i piedi… Quando arrivarono a certe misure scoppiò una grossa discussione. Anche perché non sapevano nemmeno a cosa servisse certa roba. Ma capirete: uno c’era da sempre e nemmeno ci aveva fatto caso, l’altro nemmeno sapeva perché c’era e come c’era capitato, per cui…

Comunque decisero una via di mezzo e a quella roba lì una funzione ce l’avrebbero trovata poi.

I problemi si affrontano uno alla volta.” Disse il sindaco, che dopo una frase colma di tanta saggezza, dovette andare a riposare spossato, rimandando il tutto a qualche millennio dopo.

Il sonno, pesantissimo, durò infatti un bel po’. Quanto non si sa, visto che lui dormiva e gli orologi e i calendari erano ancora di là da venire: ma molto di certo.

Nel frattempo Dio, indisturbato, poté lavorare in tranquillità. Quando il sindaco si ripresentò al cospetto di Dio, questi aveva già fatto il lavoro.

Una volta finito lo aveva guardato, gli aveva dato una martellata sul ginocchio e aveva esclamato: “Perché non parli?!”… Scusate, avevo preso il testo sbagliato. Quello era Michelangelo con il Mosè… Scusate ancora… Riprendiamo.

Dunque: c’era lì pronto un ometto, nudo come un verme (i vermi già c’erano), che si stava guardando intorno incuriosito.

Stupito, e un po’ risentito, il sindaco disse:

Lo hai già fatto?”

Ah… da mo’ che l’ho fatto!” Disse Dio.

Ah, lo hai chiamato Adamo?” Disse il sindaco che non aveva capito bene, non essendo ancora completamente sveglio.

Dio, che lo voleva chiamare Egisto, lasciò perdere e per non scontentare il sindaco, che era deluso per non aver partecipato a quella creazione, fece finta di nulla e rispose:

Mh…sì sì… si chiama Adamo…”

E dove lo mettiamo adesso? Chiese il sindaco, “Non è che ci prende freddo e ci crepa subito, o se lo mangia qualcuna delle bestiacce che stanno là fuori? Senti Dio, non pensi sia il caso di preparare un giardino bello recintato tutto per lui? Dai che lo preparo io, lo chiamerò Edendindondan…”

Dio, che ancora doveva digerire l’Adamo, un po’ scocciato disse:

Facciamo Eden e basta… chiusa lì!”

E Adamo fu posto nel giardino dell’Eden, tra piante, fiori, frutti, farfalle, uccelli… A proposito di uccelli.

C’era quel coso che non si sapeva a cosa servisse e che impegnò non poco Dio per quanto riguardava le misure. Una funzione gliel’aveva trovata, ma gli erano pure usciti due pendagli che andavano considerati e alcune reazioni piuttosto imbarazzanti.

Comunque Adamo gironzolava per l’Eden tutto il giorno, ma dopo un po’ di tempo iniziò a manifestare qualche insofferenza, mentre le reazioni imbarazzanti del coso diventavano sempre più frequenti e sempre più imbarazzanti.

Dio e il sindaco avevano compreso che c’era qualcosa che non andava, ma si chiedevano cosa. Poi un giorno, mentre si chiedevano cosa diav… insomma cosa avesse mai quella creatura, il loro sguardo cadde su una coppia di ovini che pecoravano. Si guardarono negli occhi, si diedero un manatone sulla fronte e Dio disse: “Caaaa… spita! Gli serve una femmina!!!”

Ma come hai fatto a non pensare a cosa serviva quel coso?” Disse il sindaco.

Ma che ne so? Oh mica posso badare a tutto io! Mica sono D… vabbè, vediamo di fare qualcosa.”

Lo studio di come fare la femmina fu un po’ complicato. Più che altro la forma e dove mettere la cosa che doveva servire per il coso. Un po’ più giù, un po’ più su, un po’ più larga, un po’ più stretta. Adamo, che non aveva ancora detto una parola, era piuttosto stupito per tutto quell’interesse.

Definito il progetto, non se la sentirono di ripartire da capo e pensarono di sfruttare Adamo stesso.

Insomma, come fecero di preciso non si sa, fatto sta che, costola o meno, in poco tempo la femmina era pronta…

Vedendola bella finita, Dio, felice, gridò: “E VAiiiiiiiii!!!”

Sì, Eva, bel nome.” Disse il sindaco.

Va bene, facciamo pure Eva…” Disse Dio trattenendosi dal strangolarlo. La voleva chiamare Tamara, ma lui è buono e lasciò perdere. Ma si ripromise che dopo un’altra creazione sarebbe stato ben zitto.

Continua

Il capitolo precedente, http://www.belligea.it/2017/10/17/come-tutto-ebbe-inizio-parte-1/


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