CECCARELLI INDAGATO

Belligea lo aveva scritto il 14 maggio 2016 e per questo, come ormai prassi consolidata, il sottoscritto aveva ricevuto l’ennesima querela. Come al solito Belligea dava notizie false, tendenziose e “fantasiose”.

Vogliamo anche ricordare che il sindaco Enzo Ceccarelli, più volte sollecitato sull’argomento, non ha mai rilasciato dichiarazioni. Come sindaco, se non come persona, aveva il dovere morale di fare chiarezza sull’argomento. La città aveva il diritto di sapere. Non abbiamo mai capito perché il sindaco non abbia voluto chiarire, anche perché un’indagine è, appunto, solo un’indagine, non è una condanna. Gli indagati, se rinviati a giudizio, sono innocenti fino alla sentenza definitiva. L’indagine potrebbe anche finire come una bolla di sapone.

La cosa che davvero dà fastidio, è la mancanza di trasparenza di chi si era presentato come paladino della stessa e difensore di regole e leggi. E’ bene si sappia che quando, come ora sta succedendo, la notizia arriva sulle testate più importanti, significa che le indagini si sono già concluse.

Più sotto segue quello che avevamo pubblicato il 14/05/2016, in prima assoluta. Guarda caso, è quello che solo adesso gli altri giornali pubblicano, anche se in forma ridotta.

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– Possiamo essere molto più precisi in quanto abbiamo potuto prendere visione della querela presentata, da cui si deduce quanto segue:

Una voce dell’ordine del giorno alla riunione del Consiglio Comunale del 12 maggio 2015 riportava: «Indirizzi in merito all’affidamento di aree di arenile comunale e demaniale marittimo in attuazione del piano dell’arenile».

Durante l’iter di approvazione di questa delibera, interveniva il Consigliere Cristian Stacchini che chiedeva di emendare l’ordine del giorno con la seguente formula (cfr. a Pagina 3 comma 6 a conclusione del comma dove vi è scritto ”Originaria funzione balneare, punto e virgola” aggiungere “e/o turistico ricreative”): «Constatato che tale indirizzo comporta altresì anche di rivedere la destinazione delle aree demaniali marittime, che rimangono così escluse dal nuovo Porto Turistico, riconducibili queste all’originale funzione balneare e/o turistico ricreativa».

L’emendamento veniva approvato e ammesso dal dirigente di settore ing. Bonito, nel rispetto della Normativa art. 78, comma 2, testo unico degli enti locali. Era quindi normale attendersi un voto favorevole dell’intero Consiglio Comunale alla delibera, come emendata in forza della proposta avanzata dal Consigliere Stacchini.

Questo non avvenne, perché su espressa indicazione del Sindaco stesso, il gruppo di maggioranza dichiarò voto contrario all’emendamento.

La ragione che ha portato all’interessamento dell’Autorità Giudiziaria, risiede nel fatto che al voto contrario hanno partecipato sia il Sindaco Enzo Ceccarelli che la Consigliera Cristina Zanotti, i quali avevano specifici interessi in causa, essendo le concessioni di alcune tra le aree demaniali e/o comunali, intestate a loro strettissimi parenti.

La delibera, infatti, riguardava il nuovo “piano spiagge”, in cui erano previsti gli spostamenti di chioschi commerciali situati sulle strade di accesso al mare.

Uno di questi chioschi, il “Beach Resort”, risulta intestato al padre della consorte del Sindaco Ceccarelli, compartecipe con quota di maggioranza agli utili, inoltre lo stesso padre della coniuge del Sindaco è intestatario dell’Hotel Mondial, e tra i servizi offerti dalla struttura vi sono quelli del chiosco posto sulla spiaggia.

La mancata approvazione dell’emendamento presentato dal Consigliere Stacchini, avrebbe consentito lo spostamento in posizione privilegiata del suddetto chiosco, che ponendosi più a nord, sarebbe l’unico locale adibito a bar nella zona adiacente al porto turistico.

Inoltre, secondo la norma, ritenuta di portata nazionale (il cosiddetto “cannocchiale”), le vie di accesso al mare non devono avere ostacoli visivi, lasciando libera la visuale del mare.

Per quanto riguarda Cristina Zanotti, in qualità di coniuge, era interessata all’area di concessione denominata “Polo Est”, in diretta prossimità del porto turistico, mirando a mantenere inalterate le finalità e le destinazioni temporanee.

Si fa notare che al 31.12.2015 è comunque cessato il suddetto conflitto d’interesse, essendo la concessione del Polo Est scaduta e a tutt’oggi vacante, ma assume rilevanza la possibilità che potesse mirare alla conservazione dello stato di fatto per l’imminente stagione turistica.

È comunque palese che sia il Sindaco Ceccarelli che la Consigliera Zanotti, avendo evidenti interessi, avevano l’obbligo di astenersi soprattutto sull’emendamento Stacchini, ed evitare di influenzare i Consiglieri di maggioranza, cosa che non è avvenuta.

I vantaggi ricavati sono evidenti: l’approvazione della delibera senza l’emendamento Stacchini, ha probabilmente portato all’eliminazione del chiosco “Paradise” (demolizione che sta avvenendo proprio in questi giorni), posto tra il Polo Est e il chiosco “Beach Resort”, aumentando il bacino di utenza per quest’ultimo, con un notevole vantaggio economico e in termini di rivalutazione del capitale immobiliare.

Quanto sopra riportato configura il reato di “Abuso d’Ufficio” a carico degli indagati.

Ora saranno le Autorità competenti a valutare e giudicare su questa brutta faccenda, che potrebbe portare a un commissariamento del Comune in caso il Sindaco desse le dimissioni, e ad indire nuove elezioni.

Vedremo gli sviluppi futuri della vicenda, non è comunque decoroso, anche considerato quanto ci tiene questa Amministrazione al “decoro” (s’è pure fatta l’avvocato per proteggersi) avere un Sindaco indagato (e non per un “atto dovuto”) per un reato penale quale l’abuso d’ufficio.

Il Direttore Giuseppe Bartolucci