GP della Malesia: Occasione perduta.

Mentre Kimi Raikkonen per un problema al turbo viene portato via dalla griglia dopo il giro di ricognizione, Max Verstappen ha vinto il GP della Malesia davanti ad Hamilton e Ricciardo. Vettel dopo aver preso il via dall’ultimo posto con gomme soft, ha iniziato una rimonta strepitosa, evidenziando il vero potenziale della SF70H e con una serie di giri ad un ritmo incredibile (ben diciotto tornate consecutive tutte in 1’34”) è riuscito a raggiungere Ricciardo a sette giri dal termine.

Vettel ha provato ad attaccare l’australiano per il podio ma l’attacco non è andato a segno a causa di una chiusura secca in frenata da parte di Daniel. Il destino della Red Bull sembrava comunque segnato, ma Vettel a quel punto ha di colpo rallentato perchè dal box è arrivata l’indicazione di alzare il piede, e dopo la gara si è capito anche il perché. La rincorsa di Vettel, che ha disputato la corsa a un ritmo da qualifica, ha comportato un consumo elevato di carburante, e anche le gomme superstoft dopo venti giri tiratissimi, hanno iniziato a soffrire. Infine Vettel ha concluso la sua corsa a bordo pista, con la ruota posteriore sinistra quasi a mo’ di cappello, colpito da Lance Stroll che evidentemente si era distratto.

In evidente difficoltà le Mercedes perchè sin dall’inizio sia Hamilton che Bottas hanno sofferto i sorpassi aggressivi del duo della Red Bull che hanno dominato la gara: da rilevare che gli aggiornamenti aerodinamici portati dai teutonici non sembrano aver funzionato ( a differenza di quelli della Ferrari ) su una pista che sulla carta era a loro favorevole.

Un’altra occasione perduta per Maranello, questa volta a causa di un condotto del turbo, in una gara gara dove le rosse avrebbero dominato come la rimonta di Seb ha dimostrato, rimonta fermata più che dalle gomme dal consumo di carburante, ovvero dal flussometro, reso eccessivo dal ritmo che il tedesco ha imposto alla sua SF70 ( ben diciotto tornate consecutive tutte in 1’34”). Ora siamo qui a discutere di problemi di affidabilità senza pensare che questo campionato è il primo, dopo la fine dell’era degli aspirati, dove i motoristi possono ( quasi ) liberamente intervenire sui propulsori. Questo campionato è figlio di un regolamento scellerato e passivamente accettato da tutte le squadre che ha permesso al colosso mondiale dell’automobilismo made in Germany di comperarsi tre mondiali consecutivi vincendo 51 GP in tre anni e spesso a suon di doppiette. Di cosa stiamo parlando, dunque? La F1 è ricominciata a gennaio 2017 e il campionato non è ancora finito.

Massimo Scalzo