IL REGNO DEI MEDIOCRI

Questa città, che ha dato i natali a diverse persone molto dotate nella musica, nell’arte, nella scrittura, nella scienza, non ha mai fatto niente per gratificarle. Non se ne è proprio curata.

In ambito politico forse ci sono stati un paio di elementi meritevoli di nota, ma nessuno di loro fa parte dell’attuale maggioranza. Anzi, in questa si denota l’assoluta mancanza di una preparazione politica, figlia forse della mediocrità che sembra imperare fra quelli più in vista della città.

Politici che si permettono di dare degli ignoranti agli avversari politici, come se loro fossero onniscienti in qualsiasi materia, sempre pronti alla denigrazione gratuita, ma che non entrano mai nel merito delle questioni; al massimo si soffermano in superficie. Magari si fanno forti di un titolo accademico, ma in realtà difettano della vera cultura. Questi sono i bellariesi della quarta generazione, privi di peso specifico.

Nella loro ignoranza i bellariesi di un tempo avevano più spessore: loro hanno costruito qualcosa, questi va già bene se non lo distruggono.

Poi abbiamo degli ex consiglieri di quartiere, che con una telefonata risolvono i problemi e si vantano di poter gestire i consiglieri comunali. Personaggetti; per usare una loro locuzione. Peccato, in fondo non sono cattivi, a volte ragionano anche bene, ma sono settari e vanno sempre dove porta il vento.

Non provate poi a toccare il loro “idolo”, colui che considerano l’enfant prodige della politica bellariese. In base a cosa nessuno lo sa spiegare… forse perché è molto cattolico? Forse per l’atteggiamento di estrema sicurezza e un po’ snob? Forse per il viso da bravo ragazzo gentile ed educato? Ma quali sono le sue qualità politiche? Da quale profondo pensiero filosofico prendono vita le sue convinzioni ideologiche? Non basta dire “Berlusconi ha ragione”: è un ragionamento infantile. Qual è la visione del mondo di questo idolo?

Torniamo alle cose serie, per questi artisti, letterati e scienziati mai è stato fatto qualcosa: mai un concerto, una mostra d’arte, niente! Qui conta solo il vil denaro; desolante, deprimente. Per loro fortuna i nostri artisti non hanno mai pensato alla gloria e agli onori, ma hanno vissuto la loro arte per loro stessi e per alcuni amici.

E’ una città senz’anima, e finché sarà così non potrà cambiare.

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Il Direttore Giuseppe Bartolucci