ESSERE O NON ESSERE

Lettera di Gianpiero Gori

TO BE OR NOT TO BE, THIS IS THE QUESTION (ESSERE O NON ESSERE, QUESTO E’ IL PROBLEMA) SCRIVEVA WILLIAM SHAKESPEARE NEL MONOLOGO DELL’AMLETO ED IO CONTINUO: essere una Cassandra, figlia di Priamo, re di Troia che aveva previsto la distruzione della città e migliaia di morti inferti dai Greci se non veniva resa a Menelao la sposa Elena, rapita dal fratello Paride. Pensate che cambiamento avrebbe avuto la storia se ascoltavano Cassandra, cioè di rendere Elena ed evitare la guerra: probabilmente Enea non sarebbe fuggito dalla città di Troia e non avrebbe fondato Roma, evitando tanti milioni di morti avvenuti nei secoli per la sete di potere dei re imperatori, comunque tiranni. Oppure essere bigotti/e e come dice la canzone di Bruno Lauzi: che camminano a testa bassa pianin pianin.

Sinceramente ritengo di essere una Cassandra e proprio Lunedì 24 Luglio ne ho avuto la prova durante l’esposizione del progetto per i lavori sul fiume Uso. Ho sempre sostenuto che il ponte ciclopedonale, (ora solo ponte pedonale dal momento che c’è il divieto di transito per le biciclette) fosse costruito all’altezza di via Fermi, prima perché in quel punto c’era più spazio per le rampe di risalita, poi avrebbe potuto servire contemporaneamente: il museo, (allora della Marineria) la scuola di via Ferrarin e il mercato del pesce, in quanto ritenevo che davanti al mercato si poteva creare una zona d’attracco per le imbarcazioni che potevano transitare sotto i due ponti esistenti. Morale dei fatti e che dimostra che il ponte mobile è un fallimento dal costo ai cittadini di Bellaria Igea Marina di 1.650.000 euro, in quanto mi vedo illustrare dai tecnici un secondo ponte ciclopedonale all’altezza della via Romea. Nemmeno Parigi ha così tanti ponti nel tratto di 500 metri circa, noi ne abbiamo 6, uno peggio dell’altro. Secondo problema: si continua ad investire sui lati del fiume per abbellimenti e non si interviene sul vero problema; il fiume stesso e la sua sicurezza. Terzo problema: se le banchine diventano piste ciclopedonali, i marinai dove possono esercitare i loro lavori di manutenzione per reti, cavi, imbarco di attrezzature, sbarco del pescato ecc? Quarto problema: pensate veramente, alzando la banchina di 30 centimetri, di risolvere il problema delle esondazioni? Mi chiedo se durante le mareggiate siete sul porto o nascosti sotto a un cavolo. I vecchi Bellariesi avrebbero detto: “Anche questa volta hanno comprato la frusta prima del cavallo.”

Per quanto riguarda la lettera dell’08 – 07 – 2017, nessuno pensava che il giorno dopo sarebbe successo chissà che cosa, dal momento che se succedeva qualche cosa ci sarebbe stato il finimondo nella città, ma non solo dai concessionari demaniali, ma da tutte le forze economiche, in quanto con la chiusura dei bagni si chiudeva anche la stagione turistica. Resta comunque il disagio che quella lettera ha provocato e non è cosa da poco. Si vedrà lo strascico nel tempo. Pensavo che prima di realizzare i piani di spiaggia sarebbe stato meglio stabilizzare la spiaggia, magari cercando di allungarla e di sistemare le scogliere per poterci stare sopra come una volta, non in alternativa lo stradello per le passeggiate notturne romantiche. Con i tempi che corrono ci potrebbe essere il rischio di trovarci le passeggiatrici o qualche maleintenzionato più di adesso.

In definitiva, visto che con il prolungamento dei mutui si può ampliare il debito – il cui pagamento però resta sempre in carico dei cittadini, la vendita delle azioni Hera, che ci rendevano in dividendo giusto la stessa cifra che si incasserà con il rincaro alle famiglie per la Tari: 270.000 euro, più il milione del IRPEF a tutti coloro che superano i 10.000 euro di entrate – i lavori si potranno anche realizzare, ciò che mi preoccupa di più sono le manutenzioni annuali, vista la trascuratezza che c’è in quelle già esistenti per mancanza di fondi. Cosa facciamo; alziamo ancora la TARI, oppure mettiamo una tassa di scopo per tutti i residenti, visto che la tassa di soggiorno deprime i turisti o, meglio ancora, chi dovrebbe riscuoterla? Signor sindaco, l’intervista sulla depressione dei turisti poteva evitarcela, visto che parla nelle vesti di Sindaco, avrei voluto leggerla con una presa di posizione politico\amministrativa, non come difensore di una categoria sindacale o imprenditoriale.

Il Direttore Giuseppe Bartolucci