OLTRE L’ASSURDO

(Però se le vanno a cercare…)

In riferimento alla proposta di riqualificazione del porto illustrata la scorsa settimana dall’amministrazione, ci sentiamo in dovere di fare alcune puntuali considerazioni.

Tralasciamo la tempistica, poco consona per coinvolgere la cittadinanza. Progetti del genere andrebbero illustrati nel periodo invernale, non il 24 luglio, quando la stragrande maggioranza dei cittadini è impegnata nelle attività turistiche.

Al di là della data resta la farsa dei contenuti, testimonianza dell’ormai conclamata incompetenza ed incapacità di questa amministrazione nell’ambito del progetto urbano. Ciò che si è visto per la riqualificazione del porto lato Bellaria, si limita ad una semplice – per non dire banale – proposta di arredi urbani. Aiuole, fioriere, panchine e qualche lampioncino al led. In sintesi la fotocopia di quanto visto l’anno scorso per il lato Igea, ovvero tutto molto discutibile.

Il porto, o meglio l’intero tratto di asta fluviale sino alla via Ravenna, per potersi riqualificare necessiterebbe di un progetto unitario sviluppato su un sistema di relazioni tra le varie componenti urbane.

Sta tutta qui la differenza tra un maquillage di banali arredi e la capacità di esprimere un progetto urbano che sappia affermare quel senso di centralità, non solo a livello di immagine formale, ma di interazione tra funzioni e attività.

Il saper ricucire questa parte geograficamente centrale della città al tessuto limitrofo, recuperando relazioni, elementi storici in chiave contemporanea, riconfigurando un paesaggio fisico e sociale che identifica nel fiume Uso il suo elemento identitario.

Ciò che l’amministrazione ha messo in scena è stato quanto di più ridicolo si sia potuto vedere per la città. La farsa del filmato con la ricostruzione tridimensionale del porto con dietro montagne ed edifici inesistenti, resterà come uno dei momenti più penosi della storia amministrativa di Bellaria Igea Marina.

Viene da chiedersi se, sindaco in primis, assessori, consiglieri e tecnici incaricati, siano ancora nel pieno possesso delle loro facoltà mentali, o ritengano i cittadini tutti deficienti, al punto da poter propinare loro qualunque cosa. Viene da chiedersi se la progettista, architetto Stefania Tognoloni, non provi un po’ di VERGOGNA per ciò che ha presentato.

Sindaco, assessori e soprattutto lei, signora Tognoloni, dovreste chiedere scusa alla cittadinanza per aver offeso l’intelligenza dei cittadini che erano presenti.

Noi continuiamo a rimanere perplessi per i numerosi incarichi che questa amministrazione assegna in modo più o meno diretto a Stefania Tognoloni. Non abbiamo dimenticato l’oscenità dei 24 pali in piazza Matteotti, poi rimossi, né il mercato ittico con l’inezia di aver dimenticato le celle frigorifere, a cui poi hanno dovuto porre rimedio, e il nuovo asilo Ferrarin, dove ci piove dentro. Opere che hanno messo in imbarazzo, e non poco, l’amministrazione.

Dulcis in fundo il progetto di riqualificazione del porto con le montagne. Oltre l’assurdo, anzi, oltre il ridicolo.

Lo ripetiamo, è indegno, signora Tognoloni, illustrare un progetto con edifici falsi e soprattutto le montagne, riferito al porto di Bellaria Igea Marina.

Avete offeso la cittadinanza, abbiate il coraggio di chiedere scusa.

P.S. Per questo, Stefania Tognoloni potrebbe essere deferita al suo Ordine Professionale per falso ideologico.

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Il Direttore Giuseppe Bartolucci