IL REGALO DI COMPLEANNO

Una serie di piccoli racconti, ecco il primo.

Era la sera del suo ottantatreesimo compleanno, era stanco e un po’ depresso. Sì, stava bene, era in gamba, si complimentavano con lui, ma ottantatré anni, troppi. Il suo viaggio era ormai alla fine.
Quello che però più gli mancava era l’aver perso la capacità di stupirsi, il non sentire più quelle emozioni della giovinezza, il sentire il suo corpo più pesante, legato, che non faceva più quello che la sua mente avrebbe voluto fargli fare e il vivere solo non lo aiutava. Meno male che Filippo, il suo gatto raccolto dalla strada due anni prima, gli teneva compagnia.
Si spogliò, guardò allo specchio quel corpo che non vedeva più suo, si mise il pigiama e si infilò sotto le coperte. Filippo saltò sul letto e si accoccolò accanto a lui facendo le fusa. Lo accarezzò e si addormentò con la mano appoggiata sul fianco dell’animale. Si svegliò di colpo, si mise a sedere, era pervaso da una strana energia, non si sentiva così da… da… chissà da quanto.
Si alzò, si guardò allo specchio, era nudo, il suo corpo era giovane, aitante come lo era stato tanti, tanti anni prima. I capelli bruni e folti gli coprivano la fronte… Si volse stupito, un vecchio stava dormendo con una mano appoggiata al fianco di un gatto che lo guardava con le orecchie dritte e gli occhi spalancati… Si rese conto di stare sognando, quel vecchio era lui e sognava di essere tornato giovane.
Sorrise: «Strano, mai fatto un sogno così e che sembra così vero», pensò. Si riguardò allo specchio, poi decise di uscire così com’era, tanto era un sogno no?
La strada era trafficata, passava tra la gente ma la gente non lo vedeva. Si mise a correre leggero, che bello correre ancora così! Saltò una panchina, si mise a gridare, «che bel sogno!!!»

Entrò in un locale, c’era gente, giovani che ridevano e scherzavano, coppie che si scambiavano tenerezze. Ecco, quello gli mancava, sentiva un’energia che… Ma non c’era nessuno che lo vedesse, meglio però, era nudo… Uscì sulla strada, fece per continuare quella fantastica avventura in quel fantastico sogno, quando sentì un urto a una spalla, si girò di colpo e… Una bella ragazza si era fermata davanti a lui, lo guardava con due magnifici occhi verdi ed era… nuda… «Mi vedi?» disse lui «Ti vedo», disse lei, e scoppiarono a ridere. «Io sto sognando.» – «Anch’io…»
E camminarono insieme tenendosi per mano, ridendo e scherzando, abbracciandosi e rincorrendosi… Ma sì, tanto era solo un sogno, un bellissimo sogno. «Come ti chiami?»- «Angela e tu?»- «Luciano.» Si guardarono negli occhi, poi divennero seri e si baciarono. E fu un lungo bacio, dove emozioni e sensazioni ormai dimenticate ritornavano prepotenti. Entrarono in un locale e lì, su un divanetto, si amarono. Lì, fra la gente che non li vedeva, nella notte di quella città dove la vita non si fermava mai, in un turbine di sensi, quasi con rabbia, con l’avidità di chi si accorge di quanta sete aveva solo quando inizia a bere.

Si alzarono ansimanti e felici guardandosi negli occhi e… la vide svanire lentamente. Si guardò una mano, era diafana… Si svegliò, i suoi ottantatré anni erano più grevi di un macigno, Filippo lo guardava in modo strano. Si alzò a fatica. Uscì, prese l’autobus. Una volta a settimana andava a un supermercato più lontano per fare un po’ di scorta.

Alla cassa, davanti a lui, una vecchietta curva appoggiata a un bastone metteva lentamente gli
acquisti sul nastro. «Buongiorno signora Angela – disse la cassiera – mi hanno detto che ieri è stato il suo compleanno, mi spiace, non lo sapevo, le faccio gli auguri ora.» – «Grazie cara… eh… brutta la vecchiaia, ma sapessi che sogno ho fatto la notte scorsa…» Si girò ancora sorridente e lo guardò con i suoi occhi verdi velati dagli anni…

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