UN NUOVO SUCCESSO PER L’ARCHITETTO CRISTIAN GORI

IL PIANO ARENILE FIRMATO DALL’ARCHITETTO CRISTIAN GORI UN ESEMPIO ALLA CONFERENZA NAZIONALE DI URBANISTICA ALLA SAPIENZA DI ROMA

Il masterplan promosso da Coop chioschisti e Confesercenti. Un esempio a livello italiano.

Il progetto di riqualificazione dell’arenile di Bellaria Igea Marina, firmato dall’architetto Cristian Gori del Coworking Studio, è stato illustrato nella XX Conferenza della Società Italiana di Urbanisti all’Università la Sapienza di Roma.

Una vetrina di eccellenza dove vengono messi a confronto, dopo un’accurata selezione, i principali progetti urbanistici a livello nazionale.

Tra questi anche il masterplan di riqualificazione dell’arenile presentato alla città nell’aprile scorso con cui Coop. Chioschisti e Confesercenti intendono proporre il rinnovamento della nostra fascia costiera.

Architetto Gori, un’altra importante vetrina.

Altra importante esperienza, che ci conforta sulla qualità del lavoro svolto e permette di crescere professionalmente.

Il tema della Conferenza era Urbanistica è/e azione pubblica, un connubio inscindibile nella responsabilità della proposta.

Assolutamente, l’urbanistica è una materia complessa dove non ci si può improvvisare, richiede competenza in quanto ha, come compito primario, quello di organizzare lo spazio fisico in virtù di una visione futura della società.

Il masterplan del Piano Arenile rispecchia questo concetto?

E’ stato concepito con questi crismi ed intende favorire, con il rinnovamento delle strutture balneari e della fascia alberghiera, l’affermazione di un nuovo modo di vivere la linea di costa compatibilmente con la nostra realtà territoriale.

Qual è principale motivo che ha portato a selezionare il vostro lavoro?

Il progetto stesso nei suoi contenuti, dall’interpretazione dei luoghi alla concezione di una nuova immagine ideologica della fascia costiera. Un lavoro che fa emergere attraverso i rendering di studio, l’idea di ciò che si intende proporre, e di conseguenza valutare il risultato morfologico di quello che, di fatto, si manifesta come un tassello del paesaggio costiero romagnolo.

Quali sono i punti salienti di questo progetto?

L’idea progettuale è quella di concepire tutta la fascia costiera, dalla ferrovia al mare, come un Woonerf marino. Ovvero un ambito turistico condiviso prevalentemente ciclopedonale, strutturato su cinque obiettivi prestazionali: salubrità ambientale, sicurezza urbana, rinnovamento dei servizi balneari, socialità e soggettività.

Ciò che ha maggiormente incuriosito è stato il concepire la parte riservata ai servizi sull’arenile come luogo peculiare.

In che senso?

L’elemento centrale del piano arenile riguarda quella fascia circoscritta di circa 10 metri dove si dovranno collocare le strutture: cabine, bar, ristoranti e attività ludiche ricreative.

E’ in questo specifico ambito dove, grazie alle strutture dei bagnini e chioschisti, si è reso possibile il vivere l’arenile.

E’ la fascia che dovrà, assieme al lungomare, strutturare il waterfront costiero della città?

Prima ancora è un ambito di “filtro” che dovrebbe coniugare la densità della città urbanizzata dalle strutture alberghiere, con la dimensione naturale del mare, una nuova tipologia di luogo urbano che configura una sorta di paesaggio costiero.

Quindi un luogo urbano a tutti gli effetti.

Questo è uno dei principali aspetti che il masterplan promosso vuole ribadire. La fascia dei servizi definisce qualitativamente la “linea di costa” come luogo, e come tale, in virtù della sua specifica funzione caratterizzata dalle strutture per le attività, non può avere un carattere precario, sia materialmente, che giuridicamente.

Il vostro progetto estende l’interesse anche alla zona alberghiera?

Altro aspetto apprezzato è quello di promuovere il floorscape per tutte le vie a mare, concependole come “passage”, migliorandone l’immagine e la qualità estetica. Questo permetterebbe di rimarcare anche percettivamente l’ambito urbano turistico.

Oltre al nuovo lungomare.

Certamente. La nostra proposta non si limita a concepire solo l’organizzazione degli spazi della spiaggia, ma anche il retro dei servizi. Fondamentale a nostro avviso, perché determina la quinta scenografica del lungomare, aspetto non sempre preso in considerazione in passato.

Per questo riteniamo importante riflettere con progetti e simulazioni 3d, che consentano di valutare il risultato complessivo di ciò che dovremmo a breve realizzare. Il tutto per contribuire a definire insieme la riqualificazione della linea di costa.

Quali innovazioni stanno avvenendo nel progetto urbano in Italia, che sarebbe bene cogliere per Bellaria I.M.?

E’ fondamentale capire che i progetti urbani si identificano e strutturano attraverso lo strumento del disegno, non con la stesura di testi normativi. Ecco perché ci siamo prodigati a produrre degli elaborati grafici con rendering, per compiere quel passaggio (fondamentale se si vuol parlare di progetti) dalla riflessione al suo modo di essere architettonico e urbano. O, se preferisce, esplicitare il pensiero espresso nella forma.

Conclusione

Ci troviamo così in una situazione paradossale.

Da una parte abbiamo la disastrosa situazione delle spiagge e dei chioschi, con le concessioni non rinnovate e la minaccia di bandi a causa di un’Amministrazione maldestra sino all’inverosimile, tanto da risultare unica in negativo, a livello nazionale, al punto da essere richiamata dai parlamentari del suo stesso partito. Dall’altra il progetto del futuro piano arenile, firmato dall’architetto Cristian Gori del Coworking Studio (che questa Amministrazione conosce benissimo), che in virtù delle sue qualità professionali, ancora una volta onora Bellaria Igea Marina portando come esempio a livello italiano un progetto per la città.

Della serie mediocrità dentro al Palazzo e talenti nostrani ignorati da un’Amministrazione superba e incompetente.

Il Direttore Giuseppe Bartolucci