CARO ENZO TI SCRIVO

Sì caro Enzo, ti scrivo questa mia alla vigilia di un’estate caldissima. E non mi riferisco alle temperature.

No, non mi sto ammorbidendo, semplicemente, da uomo, non ritengo di dovermi nascondere dietro a una lettera privata.

Ti ho molto attaccato e criticato, mai la tua persona, che non conosco, poiché ci siamo parlati 3 – 4 volte, ma sempre e solo quello che rappresenti, “il Sindaco”. Non mi sto giustificando, espongo la realtà.

Girano voci che avresti problemi di salute, ti auguro di poterli superare senza conseguenze. Magari sarà l’età, anche io ho diversi problemi di salute.

Veniamo a noi. Nel tuo primo mandato ti ho votato, anche convintamente. La sera in cui hai vinto ti ho parlato per due minuti dicendoti poche, semplicissime cose: “Le cose, se si possono fare, devono avere un lungo respiro. Non fate passare l’ordinaria manutenzione come un favore fatto ai cittadini.” Infine ti consigliai di applicare la massima trasparenza.

Ho osservato per quattro anni e tanti dubbi mi sono venuti. E più passava il tempo, più hai disatteso i proclami della campagna elettorale. Tante volte mi sono chiesto perché.

Forse la tua maggioranza era troppo affollata, troppe forze politiche, come del resto lo è la seconda.

Ed è qui che sorgono le considerazioni: forse ti hanno voluto manovrare, forse dovevi accontentare troppa gente o, forse, ti sei fatto prendere la mano.

Troppi consigliori, ognuno con il suo scopo, senza una visione globale e a lungo termine. Sei stato mal consigliato e non solo dai Consiglieri, che stranamente erano tutti i giorni davanti al tuo ufficio in attesa di udienza. Pensa che fu proprio uno di loro che ti definì “il Kaiser”.

Un ponte mobile, anche bello, ma inutile, sorto solo per servire il “mercato ittico”. Uno dei primi errori.

Una attenta analisi del mercato del pesce avrebbe fatto desistere chiunque. I mercati ittici che ci circondano erano già in crisi da anni, come poteva la pesca bellariese sostenere un mercato ittico nuovo, quando assieme a pescatori di altri porti non era in grado di sostenere i mercati vicini?

Avrai creduto di certo a pseudo esperti di “pesca” che ti avranno fatto vedere quello che non esisteva. Tant’è che la vox populi racconta che il mercato ittico è messo malissimo. Ma forse qualcuno cercava un riscatto personale, oppure aveva un suo interesse.

Potrei continuare con altri esempi. E’ inutile ribadirli ancora, li conosci benissimo. Te li ho contestati più volte.

Indubbiamente ti hanno lasciato solo. Qualcuno, che si crede furbo, ha mandato avanti persone che, con battutine e maldicenze nei miei confronti, credevano di darti una mano, ma mai sono entrati nel merito delle mie contestazioni. Una difesa senza argomenti è poco credibile.

Mi chiedo ancora quante e quali pressioni tu abbia subito, le posso solo immaginare.

L’altro grande errore è stata la poca trasparenza. Le ostruzioni dei dirigenti agli accessi agli atti con risposte semplicemente ridicole, come se pensassero di poter nascondere degli atti ufficiali. Non so se definirli ingenui o furbetti.

Il vero errore che hai fatto però, è stato quello di voler comandare invece di governare. Non so il perché di questa tua pervicacia, ma così facendo hai spaccato il tessuto sociale, a volte è sembrato che volessi dividere invece che unire questa città.

Al di là delle scelte, che possono piacere o meno, il punto è proprio questo: non si può esercitare il potere per dividere. Un Sindaco deve superare le diverse posizioni e fare di tutto perché la città sia compatta.

Lascia perdere le smorfie e le adulazioni, ascolta le critiche. Ma dimostra che lo fai, non basta dirlo.

Il mio atteggiamento critico e dissacrante non cambierà dal mattino alla sera, ma se cambierà il tuo atteggiamento, allora potrebbe cambiare anche il mio.

Ti rimangono due anni salvo imprevisti, sei ancora in tempo per rappacificare questa città. Comprendo il tuo orgoglio e immagino gli ostacoli che la tua maggioranza potrebbe crearti, ma credimi, ammettere che in qualcosa hai sbagliato ti farebbe recuperare quella credibilità di cui hai goduto otto anni fa.

La maggioranza non vuole seguirti? Dillo pubblicamente, metti le carte in tavola.

La critica è importante, necessaria, è una condizione indispensabile della libertà, della democrazia e della conoscenza. Ognuno dovrebbe avere il diritto di criticare come vuole. Chi è criticato dovrebbe ascoltare, capire, imparare. Sarebbe di grande utilità.

Chi rifugge ogni critica e si sente “superiore” a chiunque “si permetta” di non essere d’accordo, non è solo arrogante, ma anche stupido.

Un Sindaco deve unire, non dividere.

Il Direttore Giuseppe Bartolucci