-2009-2012- RITORNO AL FUTURO

Ed ecco qui la pietra dello scandalo.

E’ una delibera del 2012, dimenticata da tutti, scovata in mezzo a tante altre.

Votata all’unanimità in Consiglio comunale, quindi senza veti dell’opposizione di allora.

La delibera n° 108 del 22/12/2012, era stata elaborata per affrontare i problemi che gravavano sull’intero arenile e, udite udite, l’Amministrazione dichiarava di volerla portare a termine entro la fine del mandato, cioè nel 2014.

Il 2014 è passato e nulla si è mosso. Dopo le elezioni, riconfermata l’Amministrazione Ceccarelli, è stata abbandonata nell’oblio di un cassetto.

Questo il tratto iniziale della delibera:

  • con proprie Deliberazioni di C.C. n° 133 del 22/1 2/2006, n° 94 del 29/11/2008 e n° 66 del 7/11/2011 sono stati apportati alcuni emendamenti integrativi e modificativi del Regolamento edilizio vigente, recependo le innovazioni legislative in materia di edilizia libera, di compiti della Commissione per la Qualità Architettonica e il Paesaggio e disponendo le definizioni di dettaglio delle strutture e manufatti a servizio della attività balneare.-

Potete continuare a leggerla scaricandola (DELIBERA 108- 2012).

Leggendola capirete che avrebbe potuto essere, non dico la soluzione a tutti i problemi, ma un ottimo inizio per affrontare il problema del litorale, cosa che i Comuni vicini hanno fatto proprio in quel periodo, muovendosi più o meno sulla falsariga della succitata delibera.

Invece qui è rimasto tutto fermo; perché? Le premesse erano buone, quindi non si comprende la sua mancata attuazione.

A questo punto ci facciamo alcune domande:

  • erano stati sentiti studi tecnici e anche studi legali?Se sì, sarebbe interessante vedere il carteggio. Non possiamo pensare che vi siate mossi senza consultare qualcuno, sarebbe stata un’ingenuità incredibile.
  • Perché approvare una delibera così importante e poi parcheggiarla su un binario morto?
  • Quella delibera è tutt’ora vigente, e una delibera del Consiglio Comunale è legge.. allora com’è possibile che nessuno l’abbia attuata?
  • La responsabilità è in capo a chi? Il dirigente? La politica? Oppure tutte e due? Magari se ce lo spiegano capiamo…forse.
  • La soprintendenza di Ravenna non ha potere sulle decisioni prese dal Consiglio comunale, quindi poteva esprimersi in maniera contraria, ma non poteva bloccare la decisione. Quindi questa scusa che qualcuno ha già accampato non è giustificabile. Con la stessa si poteva discutere, ma non è stato fatto, perché?
  • Quali sono stati gli interessi che hanno fermato questa delibera? Che, ripetiamo, non avrebbe risolto tutti problemi, ma sicuramente avrebbe dato una bella mano per riuscirci.
  • Sarebbe interessante ascoltare in C.C. chi all’epoca faceva i controlli, magari qualche mistero verrà svelato.

Può nascere il sospetto che in realtà questa delibera, come una precedente del 2009, avesse in apparenza la buona volontà di sistemare le cose, ma che sotto sotto il vero fine fosse quello di fermare i controlli. Poiché, in fondo, quello che emergeva nei controlli di quegli anni, è esattamente quello che poi ha trovato la GDF nel 2016.
Pensiamo che nel cercare di salvaguardare le categorie balneari, le abbiano invece messe in ginocchio. Vatti a fidare di chi ti fa dei favori

Dal 2012 tutto è rimasto fermo, solo i controlli della GDF hanno agitato le acque trovandoci completamente impreparati. E’ inutile che ora il Sindaco dia la responsabilità solo ai balneari.

Questa è la storia di Bellaria I.M. dove tutto si riconduce all’interesse di pochi e mai diventa collettivo.

La responsabilità sta anche nella minoranza. Quando si vota a favore di una delibera, sarebbe poi opportuno seguirne l’iter attuativo, non basta votare e poi disinteressarsene.

Lo avessero fatto, forse adesso le cose sarebbero diverse. Ma la colpa più grave, è ovvio, è dell’Amministrazione che ha lasciato perdere, senza mai riferire nulla su quella delibera.

Quo vadis Ceccarelli?


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Il Direttore Giuseppe Bartolucci