Lo stagno di ranofornace: “Cronos”

 

“Percorsi, coordinate spazio-temporali sul bordo tagliente del baratro, su cui scorrono residui che sfiorano il destino.” (ranofornace)ranina picciina

Pierdomenico “ranofornace” Scardovi – Big Woman 1983 (file originale)

nuvola a riposo - 1976“Nuvola a riposo” 1976 sintesi informale (colore materia)

Cronos

L’acqua ha le spore

dei giorni miei

di colui

che spedisce a me

solo l’ottone.

Sono luoghi

soffi d’armonica

sul mio

punto energetico

di un eterno ritorno.

Pierdomenico “ranofornace” Scardovi 1984

 

nota

“Cronos” 1984 – Come ne “L’Isola del giorno prima” di Umberto Eco, la poesia è un teatro della memoria, un veliero a ritroso che si apre il varco in controvento , nel mare delle cose del mondo che vi scivolano. E’ il caos, sono residui delle sofferenze, un magma caotico di fatti e vicende dalla pericolosità immane, il bordo tagliente di un baratro impossibile.  E’ la fede, in un divenire sempre più nitido; per un bene  vivo e salvifico; quello che nella “Recherche” prourstiana corrisponde al “Tempo ritrovato”. Vedere la rotta, cercare il più possibile di non perderla, questa è la visuale, come un destino atemporale di ogni uomo. Allora il mare, appoggiato ad una differente dimensione spazio-temporale, diviene magicamente calmo e permissivo, abbraccia e riscalda i cuori, e rivela valori ed energie umane che riportano all’isola, ai confini dello spazio e prima del tempo. O anche, ne “L’Ulisse” di Joyce, dove il tempo di una giornata evolve verso la sera, il protagonista ripercorre a ritroso le tappe della propria verità, scrutando le “epiphany”, tra la spettacolarità e l’inquietudine dell’ignoto. La poesia “Cronos” vuole testimoniare queste tre condizioni dell’esperienza.

Pierdomenico “ranofornace” Scardovi – Rolling Rolling Rolling 1983 (file originale)

megaron 1977“Megaron” 1977 (sintesi informale colore materia)

Nota critica

I titoli delle opere d’arte figurative e letterarie, in epoca moderna indicano direzioni sconosciute e imprevedibili. Non sempre hanno attinenza diretta con le opere. Spesso fanno riferimento a idee, fatti o cose appartenenti a disparati contesti culturali e disciplinari, talmente lontani fra loro da forzare arbitrariamente la catena associativa dei significanti e dei significati congiunti all’opera. L’opera, sottoposta ad una analisi accorta, vive di sé, ma si offre anche come pretesto, vige come supporto occasionale e necessario al titolo. Il titolo può stridire, sviare, arricchire l’opera, e perdersi in intrighi di sensi, contraddittori al fine della comprensione. Può veicolare pensieri e immagini prive di fondamento conoscitivo, o ridursi a un totale no-sense, svolgere quindi funzioni alternative fino al paradosso, senza relazione diretta con l’opera stessa.

I brani musicali “Big Woman” 1983 – “Rolling Rolling Rolling” 1983 – sono un mio tributo ai Rolling Stones, mentre “Revisited Size” 1983 omaggiano Bob Dylan. (Pierdomenico Scardovi  chitarra elettrica, voce, armonica, batteria)

 

fornace di Federica Scardovi(di ranofornace)

 

Pierdomenico “ranofornace” Scardovi – Revisited Size 1983  (file originale)

 

“Avevo costruito l’eternità su una eterea lusinga

posato i miei desideri su un tempo fuggevole

ora finalmente la sua carovana corre cieca

 allo sbaraglio

dietro di me.” (ranofornace)

Grazie dell’attenzione.

Pierdomenico Scardovirano 2

foto in evidenza: “bicchiere” (di Federica Scardovi)


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Pierdomenico Scardovi