The Ceyleib People: Tanyet

 

dome primo piano perone“Sogni lisergici speziati d’oriente.” (ranofornace)ranina picciina

 

 

The Ceyleib People-Leishem

ceyleib cover 1Anche questa volta amici, rimaniamo in America e vi presento “Tanyet”, un esperimento di un gruppo californiano chiamato “The Ceyleib People”. Lo pongo alla vostra attenzione perché è qualcosa di particolare. Immaginate di essere ad un mercatino a rovistare fra le scartoffie, in quel genere di roba a pacchi, libri, dischi, pubblicazioni di poco successo, scarti di scaffali mai consultati. Ecco, rarità a parte, è come avere fra le mani improvvisamente, qualcosa di inaccessibile e strano e per questo interessante. Così è “Tanyet”; una piccola perla mai dimenticata, perché nessuno se l’è filata quella volta. Non esistono recensioni, a parte questa del sottoscritto,  forse non meritava, forse… Oppure a chi, oggi, possono interessare certe sonorità?

The Ceyleib People-Zendan

ceylaib cooderCopertina a decorazione psych strepitosa! L’album è stato registrato nel 1967 e stampato nel 1968 dalla piccola etichetta americana di culto, Vault, (oggi ricercatissimo e piuttosto raro) dove troviamo in supporto a musicisti del calibro di Mike Deasy (chitarra, sitar, tamboura) e un giovane Ry Cooder (sul dico con lo pesudonimo di Ry Cooter) alla chitarra nel suo inconfondibile stile pizzicato; inoltre, gli sconosciuti Lybuk Hyd (chitarra, sitar), Michael Sean Deasy (voce, batteria), Joseph Osborn (Basso), Larry Knechtel (basso , tastiere), Jim Gordon (batteria), Ben Benay (sitar), Mike Melvoin (tastiere), Jim Horn (fiati).

The Ceyleib People-Dyl

ceylaib cover colorataGruppo formatosi occasionalmente a Los Angeles per questa unica, stralunata e marginale esperienza musicale. Nel disco si avverte subito che i padri spirituali sono due icone sacre della musica del ‘900: i compianti Ravi Shankar (aveva aperto una scuola di musica indiana nel 1967 a Los Angeles) e Captain Beefheart (genio freak senza tempo, colui che ha influenzato la musica a venire forse più di Zappa) con un risultato ostico di psych-raga-hippie molto interessante. Non penso che vi possiate annoiare per un album di soli 21 minuti complessivi di sperimentazione psych-underground, composta da momenti di musica indiana al sitar e flauto bucolico alternata ad una base rugosa e sgangherata di chitarre non distorte, su un tappeto di violini classicheggianti al mellotron. Musica di contrasti e accavallamenti stilistici con una sola apparizione vocale, di bambino alla fine della prima facciata che si conclude con una citazione classica accompagnata da tamburi tribali. Si riparte nella seconda facciata col sitar  e continua poi col solito ritmo cadenzato beefheartiano con entrate ed uscite di strumenti vari e finale di trombe. Musica monotematica a mono-tono, colorata, creativa, free-form, condota su binari d’intesa molto elevata. Tipico album flowers di quegli anni, propensi a ricercare esotiche esperienze.

The Ceyleib People-Tygstl / Pendyl

Questa proposta nasce non tanto dal valore artistico e musicale in sé, ma come documento minoritario, tanto per rendere conto di che aria tirava in quei lontani giorni in California, nel posto più importante del mondo per la musica psichedelica e la cultura hippie.

Le tracce. Lato a: “Leysem”, “Zendan”, Ceyladd Beyta”, “Becal”, Ddom”, Toadda bb”. Lato b: “Dyl”, “Ralin”, Tygstl”, “Pendyl”, “Jacayl”, “Menyatt Dyl Com”.

rano 2Valutazione ***

Pierdomenico Scardovi


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Pierdomenico Scardovi