GP del Bahrain: Al Sakhir Circuit

Nico Rosberg, alla quinta vittoria consecutiva, vince a pieno merito il GP del Bahrain, rafforzando la sua leadership all’interno della squadra mentre Lewis Hamilton, centrato alla prima curva da un Bottas in versione kamikaze, si ritrova senza deviatore di flusso sul lato destro ( quindi monoposto instabile ) e deve accontentarsi del terzo posto, dietro a un redivivo Raikkonen che, pur partito male ( ha fatto pattinare le gomme ) riesce a guadagnare il secondo posto e mantenerlo fino alla fine.
Fermato da un guasto al motore nel giro di ricognizione l’alfiere della Rossa, Sebastian Vettel, con tanto di spettacolare fumata bianca ( una cosa simile accadde a Schumacher nel 1996 ): un peccato sia per la gara in sè che per i punti perduti.

Una menzione speciale a tre piloti: Daniel Ricciardo conquista, lontano dalle telecamere, un ottimo quarto posto, Grosjean agguanta il quinto dimostrando la bontà del progetto Haas e, infine, il debuttante Vandoorne che porta la McLaren al decimo posto nella sua gara di esordio in quanto sostituto di Alonso, bloccato dai medici della FIA a causa di una costola incrinata nel volo di Melbourne. Considerata la scarsa potenza del motore Honda – e la sua ugualmente scarsa affidabilità, visto che Button si è ritirato – la performance del giovane belga è notevole. Ma va anche citato il sesto posto di Max Verstappen con la Toro Rosso motorizzata Ferrari.
In ombra le due Williams: Bottas penalizzato da un drive-trough per la botta a Hamilton ( non del tutto incolpevole visto che ha chiuso la traiettoria bruscamente dopo essersi allargato ) e Massa… il solito Massa anche se a suo favore va detto che la Williams non aveva un numero sufficiente di gomme soft e ultra-soft al contrario di tutte le altre squadre.

E’ doveroso infine mettere in evidenza il condizionamento cui devono soggiacere piloti e monoposto: le gomme. Dal primo cambio gomme in poi ogni sorpasso, alle spalle dei primi tre – che avrebbero dovuto essere quattro – è stato un sorpasso di gomme fresche su gomme usurate e questo è uno spettacolo che non rende giustizia ai reali valori in campo e non fa che creare confusione in chi guarda la gara e rendere complicata la vita ai piloti. Insomma uno spettacolo artificiale ma in compenso molto colorato. Troppo.

gara

Massimo Scalzo