GP della Cina – Shanghai

GP della Cina, gara già annunciata a meno di improbabili incidenti di percorso o di meteo instabile. Il motivo va ricercato nel fatto che le prove avevano già detto tutto: la Mercedes aggiornata e arroccata in difesa, la Ferrari all’attacco ma non troppo… i due contendenti si stanno studiando in previsione degli aggiornamenti e nessuno vuole scoprire per primo le carte.
La Scuderia Ferrari ha visto i suoi piloti terminare al terzo e quarto posto. Vettel è salito sul gradino più basso del podio e Kimi Raikkonen, partito sesto, ha guadagnato la quarta posizione grazie a un ottimo spunto in partenza. Entrambi i piloti, partiti con pneumatici Soft, hanno adottato la strategia di due pit stop l’unica possibile. La vittoria va a Lewis Hamilton che precede il suo compagno di squadra Nico Rosberg su Mercedes.
Hamilton oggi ha fatto quello che ha voluto, lasciando agli altri solo le briciole. E’ partito in testa dalla pole e poi via, nessuno lo ha più visto, stampando giri record alla bisogna, tanto per chiarire che la vittoria era “roba sua”. Rosberg infatti ha fatto di tutto per avvicinarsi, ma appena il distacco si avvicinava a 1 secondo, Hamilton volava via, imprendibile. Insomma ennesima dimostrazione di forza, sia dell’inglese che della Mercedes, ovviamente.
Quinto il brasiliano Felipe Massa con la Williams-Mercedes davanti al compagno di squadra Valterri Bottas. A seguire nella zona punti si sono piazzati Grosjean (Lotus-Mercedes), Nasr (Sauber-Ferrari), Ricciardo (Red Bull-Renault), Ericsson (Sauber-Ferrari) in una gara che si è conclusa i modo molto strano, con le macchine in coda dietro alla Safety Car entrata in pista a due giri dalla fine per il ritiro di Verstappen a cui – stava facendo una gara bellissima – è esploso il motore della Toro Rosso in pieno rettilineo. Infine disastro Red Bull, sempre nelle retrovie e solo alla fine per il rotto della cuffia in zona punti, ed ennesima incredibile dèbacle della Mclaren che ha mandato in pista due macchine depotenziate ( per cercare di portarle alla bandiera a scacchi…) e ha costretto Alonso all’umiliazione di vedersi doppiato dalle “sue” ex Ferrari. Proprio l’altro ieri Alonso aveva detto che aveva voluto lasciare la Rossa perché non voleva più “arrivare secondo”. Da questo punto di vista l’obiettivo l’ha centrato: quest’anno secondo con la McLaren non ci arriva di sicuro.
Ordine di arrivo
1. Lewis Hamilton (GBR/Mercedes) in 1:39:42.008 a 183.590 km/h
2. Nico Rosberg (GER/Mercedes) a 0.714
3. Sebastian Vettel (GER/Ferrari) a 2.988
4. Kimi Raikkonen (FIN/Ferrari) a 3.835
5. Felipe Massa (BRA/Williams) a 8.544
6. Valtteri Bottas (FIN/Williams) a 9.885
7. Romain Grosjean (FRA/Lotus) a 19.008
8. Felipe Nasr (BRA/Sauber AG) a 22.625
9. Daniel Ricciardo (AUS/Red Bull) a 32.117
10. Marcus Ericsson (SVE/Sauber AG) a 1 giro
11. Sergio Perez (MES/Force India) a 1 giro
12. Fernando Alonso (SPA/McLaren) a 1 giro
13. Jenson Button (GBR/McLaren) a 1 giro
14. Carlos Sainz Jr (SPA/Toro Rosso) a 1 giro
15. Will Stevens (GBR/Marussia) a 2 giri


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Massimo Scalzo