GP di Malesia 2015 – Sepang

Sebastian Vettel fa il miracolo: il pilota tedesco centra la clamorosa vittoria a Sepang, riportando la Ferrari al successo in un Gp dopo 34 gare. Sui gradini più bassi del podio in Malesia Hamilton e Rosberg, dati per dominatori alle vigilia sulle loro Mercedes, non più così inarrivabili. Raikkonen ottimo quarto, male le Red Bull e le McLaren. Ritorno amaro in pista per Fernando Alonso, che si ritira al ventiduesimo giro.
Alla partenza scatta bene Vettel, che chiude la porta a Rosberg e non si fa sfuggire Hamilton. Sfortunato invece Raikkonen che, imbottigliato nelle retrovie, viene tamponato dalla Sauber di Nasr ed è costretto a rientrare immediatamente ai box per cambiare la gomma. La safety car al quinto giro per lo stop di Nasr stravolge tutti i piani: le Mercedes decidono di rientrare ai box e cambiare immediatamente le gomme, Vettel invece punta sulla strategia dei due pit stop, rimane in pista e si porta al comando. Mentre Hamilton e Rosberg lottano per tornare ai primi posti, Vettel accumula vantaggio grazie a una Ferrari da un passo impressionante. Bene anche Raikkonen, che da ultimo risale al quarto posto. Il campione del mondo torna secondo al dodicesimo giro e si mette all’inseguimento di Vettel. Il tedesco dopo il primo pit stop rientra in terza posizione, e inanellando giri veloci su giri veloci incalza le due Mercedes, superando prima Rosberg al 22esimo giro, e poi lo stesso Hamilton al 25esimo giro, scatenando il boato della folla.
Le Mercedes si fermano ancora per il secondo pit stop, Vettel accumula vantaggio preziosissimo e all’ultima tornata ai box si ritrova al comando davanti alle due Frecce d’Argento di circa dieci secondi arrivando a doppiare entrambe le Red Bull superate persino dal team satellite della Toro Rosso. Ultimi giri da batticuore, Vettel con le gomme più consumate rispetto agli avversari viene inseguito dalle Mercedes ma gestisce bene il vantaggio e ottiene una meritatissima e splendida vittoria. Delirio a Sepang.
Difficile commentare il GP di Malesia 2015 perchè dopo anni di critiche alla Red Bull e al suo pilota, ora è proprio quel pilota a riportare -alla seconda gara – la Rossa numero 5 sul gradino più alto del podio. Che il manico ci fosse nessuno lo negava ma quasi tutti sicuri che quel manico venisse esaltato dalle invincibili Red Bull di Newey, tanto che lo facevamo entrare quasi a forza se non per dovere, nella ristretta cerchia dei migliori piloti di F1 di questi anni. Oggi ci rendiamo conto, ancora una volta, che non basta il manico o quella particolare parte anatomica a fare di un talentuoso pilota un Campione. Ci vuole la “forma mentis” cioè la mentalità. Vettel è stato reso grande dalla Red Bull, ma quanto Vettel ha reso grande la Red Bull? Ricordiamoci di Webber e guardiamo dov’è oggi la squadra di Mateschitz cui non credo basterà solo il nuovo muso e una powertrain migliorata per risalire la china. Vettel è cresciuto all’ombra di Michael acquisendo non certo il talento quanto la mentalità e non ha dovuto aspettare il diluvio ( del Montmelò ) per imporsi su una pista esigente sia come guida che come scelte strategiche. Il momento più bello della gara è stato quando è uscito dal pit con le gomme nuove ed è partito come una fionda, lasciando di stucco un Nico Rosberg che pensava di infilarlo. Alla triade Schumacher-Todt-Brawn si è sostituita la triade Vettel-Arrivabene-Allison, abbiamo la macchina, equilibrata e veloce, il motore, potente e docile nell’erogazione della potenza, speriamo di avere buoni sviluppi, quindi possiamo sognare. “Ragazzi, forza Ferrari!”

ClassificaMalesia


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Massimo Scalzo