IL SILENZIO DELLE AUTORITA’

 

pescaMi giunge notizia dai pescatori di Bellaria Igea Marina, di una vera e propria strage di gamberi che si sta perpetrando nella zona di mare che inizia a nord del canale di Casalborsetti (RA)
In acque interdette alla pesca ed alla navigazione, per giunta sottocosta, vengono pescati quintali di gamberi da grossi motopescherecci, che montano motorizzazioni dalla potenza effettiva di oltre 1000 hp.
Queste potenze sono illegali in Adriatico, ma sotterfugi in fase di omologazione e connivenza degli organi preposti ai controlli, permettono che la situazione permanga inalterata.

La zona di mare interessata, ha sempre avuto la caratteristica di fungere da bacino di ripopolamento per molte specie ittiche, ma la pesca indiscriminata che si svolge ormai da anni in quelle acque, decima il pesce prima che questo possa espandersi al resto del mare.

Viene continuamente applicato uno sforzo di pesca dissennato, che depaupera drasticamente le risorse per le altre marinerie.
Un tempo si attendeva che le ondate di pesce che scendevano da nord, raggiungessero le nostre acque, ma da anni ormai, una vera e propria barriera di barche che pescano a strascico e chilometri di reti da posta, raccolgono il pesce prima che possa allontanarsi per ripopolare il resto del mare
È questa, dicono i pescatori, una delle cause della drammatica situazione che sta attraversando la marineria della nostra città.
Quei tratti di mare, a volte, sono anche raggiunti dalle grandi barche che hanno base a Rimini, anche loro provviste di potenze esorbitanti.

La cosa che maggiormente denunciano i nostri pescatori, è la assoluta mancanza di controllo da parte delle Capitanerie e di tutti gli organi che dovrebbero far rispettare la legge.
Sono stato espressamente invitato a denunciare questo stato di fatto da diversi nostri pescatori.
Personalmente, avendo fatto parte per lungo tempo della categoria, posso confermare che già conoscevo, in parte, questa situazione, so per certo, quanto le potenze installate superino, in quei grossi motopescherecci, di gran lunga quelle registrate sui documenti. A tal proposito, venne anche mandata in onda, pochi anni fa, una trasmissione su un canale RAI.

I nostri pescatori vivono un momento particolarmente difficile, il constatare che una pesca, per di più condotta illegalmente, asporti una consistentissima quota di prodotto che, col rispetto delle leggi, potrebbe raggiungere anche le nostre coste e permettere un più tranquillo sostentamento anche alle nostre famiglie che vivono col mare, li riempie di comprensibile rabbia e di sconforto.
L’accento viene continuamente posto sulla mancanza di controlli da parte di quelle che loro chiamano “le Autorità”.
Sarebbe effettivamente doveroso, considerata la diminuzione preoccupante del pescato, che queste ultime, in certi compartimenti, si muovessero con più sollecitudine oppure, basterebbe si muovessero.

Claudio Lazzarini

Il Direttore Giuseppe Bartolucci