Il penoso limbo del “cosiddetto Palacongressi di Bellaria Igea Marina”

 

fotoheader_pbellariaSi è voluto dare un nome pomposo che desse idea di un Palacongressi  di proprietà di tutta la città (eliminando lo storico logo Centro Congressi Europeo), ma si è a affidata la gestione ad una associazione affatto specializzata che non si è mai distinta, in passato,  né per efficacia, né per efficienza perché non può essere diversamente.

Scelte che fanno a pugni con le dichiarazioni di principio  “sull’importanza strategica della struttura sulla sua centralità e, addirittura,  per scongiurare  il pericolo che cada in mano alla mafia”: tutte motivazioni che si evincono dalla delibera 103, del 13 maggio 2014.

Si parla di selezione di nuovo conduttore, ma sembra non vi sia troppa fretta. Si dichiara che non è opportuno attivare un percorso gestionale fino al 31/12/2017, data di durata del comodato e così si riaffida al “cireneo” Bell’Atavola  la gestione fino al 30/09/2014, una  gestione che più provvisoria di così non può essere.

E come può essere diversamente? Il comune stesso invita a procedere con prudenza e ve ne sono di ragioni valide su cui torneremo. Intanto si è cambiato il nome, i loghi, i domini, si fa vedere che qualcosa si fa. Ma si sta facendo bene? Qualche dubbio c’è. Noi pensiamo che non si stia facendo, né il bene del Centro Congressi, né il bene della città. Il comune dichiara nella delibera che non è opportuno attivare una gestione “vera” fino al 31/12/2017, ebbene questo “non è opportuno” va spiegato, perché commercialmente sarebbe opportuno, cavolo se sarebbe opportuno!  Gli altri motivi di opportunità sono forse secretati. C’è sempre tanta volontà di secretare in questa amministrazione comunale.

Non abbiamo mai avuto l’impressione che quel ramo del Gruppo Foschi fosse in perdita e ci risulta anche  che il Centro Congressi abbia una regolare certificazione di prevenzione incendi fino al 2015. Per carità, sicuramente la struttura avrà bisogno di interventi di manutenzione, ma i 23.950 euro annunciati per l’impianto elettrico, non paiono così prioritari e i 110.000 euro per utenze a carico della collettività, un gestore meno “provvisorio”,  li avrebbe resi sicuramente più lievi

No, decisamente Bell’Atavola, un associazione a servizio di troppi padroni (le categorie) non ci appare il veicolo idoneo per  mantenere almeno quello che era rimasto dal Centro Congressi Europeo. Con questo non vogliamo mortificare gli operatori di Bell’Atavola, che forse ce la mettono tutta, ma la scelta di questa amministrazione comunale di questo conduttore provvisorio, non ci pare condivisibile.

Ci auguriamo che non occorra andare al TAR per avere la rendicontazione di questa gestione.

Il Direttore Giuseppe Bartolucci