La libidine del potere

 

poltronaIl centrodestra ha vinto le elezioni, e subito sono scoppiate le guerre fratricide, giungono voci  che narrano di notti da lunghi coltelli, di maledizioni invocate a Montezuma affinché colpisca qualche alleato, di denigrazioni varie verso colleghi, con i quali si sorride in foto, ma che poi si tenta di colpire alle spalle, di maldicenze fatte circolare ad arte.

Certamente chi già si era ben accomodato in poltrona, azzannerà chiunque tenti di sfilargliela, qualcun’altro, con lo stipendio di Assessore, ci campava, se lo perdesse avrebbe un grosso problema, altri sono talmente convinti di essere assolutamente indispensabili, che si venderebbero le mutande per il posto da Assessore e, quindi, sparge chiacchiere e maldicenze su altri pretendenti alle poltrone. Poi c’è chi usa la stampa per mandare chiari messaggi.

Uno scenario alquanto strano tra alleati di coalizione. Ma non dicevano che contava solo l’interesse della città e non quello personale? E allora cos’è questa corsa affannosa per la poltrona? Avevo suggerito a tutte le forze politiche, di presentare gli Assessori prima delle elezioni, ma nessuno lo ha fatto, il motivo è il solito, pesi e contrappesi politici, quindi è chiaro che si antepongono gli interessi delle singole liste a quelli del paese.

Personalmente non sceglierei mai un Assessore tra i consiglieri eletti, come può essere credibile qualcuno che, fino al giorno prima, ha una posizione politica e il giorno dopo assume un incarico che dovrebbe essere al disopra delle parti? Ma soprattutto, per fare l’Assessore ci vogliono competenze, non le ideuzze di chi si vuol mettere in mostra e basta!

Questi Signori e Signore, dimenticano che gli Assessori non fanno parte del consiglio comunale, semplicemente vi partecipano come delegati ad alcuni incarichi e, per legge, non devono mai esprimere pareri di natura politica. Possono parlare se interrogati e solo su materie di loro competenza, spesso accade che ad una domanda posta ad un Assessore, intervenga anche il Sindaco, è un suo diritto, ma comunque il suo tempo rimane contingentato.

Andiamo avanti, il Presidente del Consiglio Comunale, nel momento stesso in cui assume e svolge questo ruolo, diventa superpartes, deve applicare la legge e le regole, estraniandosi dalla parte politica cui appartiene, spesso nella passata legislatura, così  non è avvenuto, essendo stati concessi tempi di intervento illimitati al Sindaco, il quale, invece, non ne avrebbe avuto alcun diritto: i tempi degli interventi sono contingentati e uguali per tutti.

Inoltre è stato permesso agli Assessori di fare interventi di natura politica o, magari, intervenire su materie non di loro competenza. Nessuna invenzione, i verbali ed anche i video del Consiglio Comunale, sono li a testimoniarlo!!!

Nella presente legislatura saremo ben attenti su quanto scritto sopra e, se necessario, segnaleremo ogni irregolarità eventualmente riscontrata alle autorità competenti.

Visto che siete cosi arrapati nel voler fare gli Assessori o il Presidente, accomodatevi pure, sarete nel centro del mirino, nel bene e nel male!

Adesso Ceccarelli ha di fronte due possibilità: la prima, come succede in USA, in cui il presidente nel primo mandato lavora per la rielezione, mentre nel secondo mandato lavora per passare alla storia (padre nobile), oppure fare come Scenna che ha fatto di tutto per poter dire “dopo di me il diluvio”.

Francamente sarebbe bello poter scrivere di Ceccarelli come padre nobile di tutti, questo si sarebbe un segno di una sua grande maturità, al servizio dell’intera città.

Il Direttore Giuseppe Bartolucci