Gabriele Morelli: “Lettera al Direttore”

Caro Direttore,

57_21.Gabriele Morellistai diventando anche poeta! Forse la campagna elettorale ti fa bene! Ma, bando alle battute, ho trovato molto stimolante il tuo articolo “Il pendolo della storia”, che mi è venuta voglia di aggiungervi qualche mia riflessione. Innanzitutto, come te nutro quei dubbi e quelle preoccupazioni sullo stato della situazione e delle relazioni fra gli Stati Europei, all’interno di loro stessi e verso l’Unione stessa ed il suo ruolo.

Spesso, per consolarmi mi dico che sono ormai anziano e sono turbe della senilità che avanza, ma so benissimo che è solo una mera giustificazione.

Purtroppo il mondo globale è complicato e non si governa né rifugiandosi in una nuova autarchia (Mussolini e Hitler docent), né sbattendo i pugni sul tavolo!

C’è un bel monologo di Gaber sul debito pubblico che dice pressappoco così: “ il debito pubblico noi non lo paghiamo più e così è scomparso”! Poi dopo una pausa costruita ad arte, prosegue “certo, se il creditore non conta…, ma se il creditore conta?… “ e vi risparmio il gesto che in teatro faceva!

Insomma, non possiamo continuare ad ingannare le persone con campagne elettorali irresponsabili, che dicono falsità e trasformano una occasione di crescita economica, sociale e culturale in un teatrino di infimo livello. Poi mandiamo a Bruxelles Iva Zanicchi e politici in uscita che non sanno neppure l’inglese!

L’Europa con tutti i suoi difetti ci ha garantito oltre sessant’anni di pace e scusate se è poco! Ha permesso ai nostri figli di diventare cittadini del mondo, favorendo scambi di esperienze che sono impagabili sotto il profilo della maturazione culturale e della personalità.

Noi oggi riversiamo sull’Europa una quantità di problemi e di insoddisfazioni che sono invece, il frutto delle nostre mancate scelte e delle nostre insufficienti politiche nazionali.

Una cosa bisognerebbe ricordare con più forza, in questo dibattito forsennato a chi urla di più, e cioè che se le politiche europee si sono rivelate sbagliate di fronte alla crisi, non è colpa solo della Merkel e della Germania, che ovviamente fa i suoi interessi, mentre noi ci occupiamo di Ruby, ma del centro destra che in tutta Europa ha preso il potere ed ha governato le scelte comunitarie di questo decennio, ridando forza agli Stati Nazionali con l’aumentato potere al Consiglio Europeo rispetto alla stessa Commissione, annullando di fatto un impianto storico che stava marciando verso l’Europa delle Regioni, con Stati Nazionali sempre più leggeri.

Inoltre sono tutti di centrodestra gli Stati membri che si sono opposti alle modifiche costituzionali per aumentare il potere della UE e della BCE, dove troppo spesso lasciamo solo a combattere il buon Draghi.

Spinelli, Delors, Prodi checché se ne dica, avevano impresso un passo entusiastico alla crescita europea e se la UE fosse stata governata dal centrosinistra forse oggi le politiche keynesiane, tipo quelle messe in campo con successo da Obama in USA (che, ricordo, non è di centrodestra), sarebbero in atto e l’economia e l’occupazione avrebbero molto probabilmente trovato più fiato per la tenuta e la possibile ripresa.

Con stima, i miei cordiali saluti.

Gabriele Morelli

Il Direttore Giuseppe Bartolucci