Lettera al Direttore di Alessandro Zavatta; risposta sulla rimozione dell'”ALA”

Gentile direttore,

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERAho fin’ora evitato di intervenire sulla polemica relativa alla riqualificazione della piazza della biblioteca, avvenuta nel 2008, perché la ritenevo utile solo a spostare l’attenzione dalla grave distruzione del monumento alla resistenza compiuto da questa amministrazione comunale. In ogni caso, visto che la polemica continua e si vuole cercare di far apparire tutti uguali e insensibili ai valori della Resistenza, intervengo augurandomi che chi è interessato alla verità e non alla propaganda intenda!

Intanto c’è da dire che l’intervento era stato ampiamente spiegato e affrontato in vari incontri. Nel 2008, grazie anche a contributi provinciali, si progetta il recupero e la riqualificazione di alcune parti del viale dei Platani con il completo rifacimento delle aiuole, degli arredi (panchine e contenitori dei rifiuti), e di alcune aree che versavano in cattive condizioni di manutenzione e scarsamente utilizzate come luoghi di socializzazione. Per quanto riguarda l’area di fronte alla biblioteca le linee guida erano le seguenti: creazione di uno spazio di aggregazione e per eventi e risistemazione dello spazio attorno al monumento ai caduti (realizzato dal compianto architetto Campana) che, fino a quel momento, si trovava sacrificato tra la giostra e una piccola siepe.

Per quel che riguarda lo spazio di aggregazione si progettarono e realizzarono, grazie alla preziosa collaborazione gratuita dell’architetto Christian Gori, le “vele” e le sedute sottostanti. Ho sempre ritenuto, e il tempo mi ha dato ragione, che si sia trattato di un intervento opportuno e di grande qualità.

Per quel che riguarda il monumento ai caduti, luogo in cui annualmente si svolgono le celebrazioni del 25 aprile e che si voleva valorizzare appieno, si predispose, in continuità con la piazzetta delle “vele”, una pavimentazione che lo circondasse, con alcune sedute attigue e la ripulitura completa del marmo del basamento, ormai rovinato dalle intemperie. Si realizzò inoltre, dopo un lungo confronto, lo spostamento in piazza Matteotti della giostra che con il suo ingombro impediva il pieno utilizzo della piazzetta stessa e “sacrificava” il monumento ai caduti. Nella stessa piazzetta era prevista per l’anno successivo, da parte dell’amministrazione e in concomitanza con il 25 aprile, la posa di una lapide commemorativa sul muro esterno della biblioteca. A questo punto si ritenne che il piccolo manufatto (il cosiddetto “orecchio”) appoggiato a terra, commemorativo dei 50 anni dalla liberazione dal nazifascismo avrebbe trovato migliore collocazione in uno dei due cimiteri lasciando quindi solo il grande monumento ai caduti come simbolo in quella piazzetta. Mi pare si sia trattato di una scelta logica visto che parte dell’intervento di riqualificazione dell’isola era volto proprio a recuperare e valorizzare l’opera di Campana. Quindi, altro che dimenticanza della storia, il contrario semmai…

E qui si torna all’”orecchio”: è vero, non ho successivamente verificato l’effettiva ricollocazione all’interno del cimitero (doveva essere quello di Bordonchio, se non ricordo male) e diedi per scontato che si fosse provveduto. Ciò detto, è ovvio che una stele di così ridotte dimensioni e “storia” non sia in nessun modo paragonabile a “Passatopresente”, opera complessa e certo controversa vincitrice di un concorso nazionale nel 1978. Ed è altrettanto ovvio che ricollocare (nel luogo originario o in altro luogo) l’”orecchio” è problema risolvibile con facilità e senza spesa alcuna, al contrario di “Passatopresente”.

Cordialmente Alessandro Zavatta

Il Direttore Giuseppe Bartolucci