L’editoriale: La fiera delle vanità

Caput imperare, non pedesPAVONE

Sarebbe ora di smetterla di far politica da bar, leggendo sul web, sui giornali e parlando con la gente, si ha l’impressione di assistere ad uno di quei tornei di calcio tra scapoli e ammogliati, che andavano di moda anni fa.

Tutto si abbassa a sterili polemiche che vanno sul personale, sulla composizione delle liste, si guarda al passato anche recentissimo, “loro hanno fatto, loro hanno detto” e cosi via, un clima di reciproche denigrazioni, paradossi improponibili, è tutta qui la politica bellariese?

Tutti preoccupati di dare addosso all’altro, come se questo risolvesse i problemi della città. Mai nessuno che faccia l’unica cosa che si deve fare: parlare dei propri programmi elettorali!

Mai nessuno che riconosca il minimo merito ai suoi competitor, tutti pieni di sé stessi, tutti perfetti, senza difetti, mai nessun dubbio, tutti “illuminati”, ma se poi poni loro una domanda su di un concetto filosofico in politica…. il silenzio è assordante, non sanno nemmeno di cosa stai parlando, è la politica del vuoto spinto, una politica usa e getta.

Tutti in gara per un posto al sole, per entrare nel Consiglio Comunale e poi, magari, starsene zitti e buoni per i cinque anni successivi, veramente uno strabiliante contributo all’Amministrazione Comunale!

Tutti convinti di essere assolutamente necessari, dimenticando che tutti servono ma nessuno è indispensabile, promesse elettorali che come sempre non verranno mantenute, trapelano voci sul voto di scambio, sui mini ricatti se qualcuno frequenta persone non gradite a una qualsiasi lista elettorale.

Siamo in un clima di totale abbandono morale, etico e di rispetto della dignità altrui. Chiunque si candidi, in qualsiasi lista, merita rispetto, le continue illazioni personali, su comportamenti non etici o addirittura su persone indagate, non si capisce bene a cosa servano, probabilmente vengono fatte per intorbidire le acque, per confondere gli elettori, spesso spaesati in questo continuo bailamme mediatico.

Poi vien da chiedersi: dopo le elezioni, tutto questo attivismo che fine farà?

Adesso per strada s’incontra di tutto, tutti che ti vogliono parlare, tutti che portano le loro ragioni, ma dopo? Si eclisseranno per altri cinque anni?

Ci sono tante primedonne, superstar, illuminati (o almeno credono di esserlo), che pretendono di governare la città, credendo di essere i detentori del giusto e del vero, che dispensano perle di saggezza, una saggezza che, miracolosamente, appare solo in campagna elettorale, poi viene richiusa nei cassetti perché torni buona per una futura tornata elettorale.

Come sempre, i cittadini devono  firmare una cambiale in bianco, mai nessuno dei politici fissa degli obiettivi, delle date certe, mai nessuno che alla fine di ogni anno, si sottoponga umilmente al giudizio dei cittadini, e se non ha raggiunto quanto dichiarato dia le dimissioni! E’ sempre colpa di qualcun altro, della burocrazia, di altre cose più urgenti, insomma la scusa è sempre pronta e facile da trovare.

Una città si governa, non si comanda, avere avuto il mandato non autorizza a poter fare quello che si vuole, ma bensì obbliga a quello che si deve fare, e questo è possibile solo se si parla con i cittadini e non mettendoli davanti al fatto compiuto: La famosa cambiale in bianco! Tutti dovrebbero aprirsi al dialogo, alla condivisione, alla collaborazione, senza partire da idee preconcette ma, soprattutto, capendo che “nessuno nasce imparato”, è assolutamente imperativo che le scelte strategiche siano condivise, altrimenti ci si ferma alla politica di piccolo cabotaggio!

In definitiva un po’ di umiltà e rispetto non guasterebbero, tutti professano l’amore per Bellaria Igea Marina – bene è ora di dimostrarlo – “non per il potere che, è notorio ubriaca”. Scendete tutti dal piccolo piedistallo sui cui vi siete messi, questa è una comunità di persone non di lobby!

Il Direttore Giuseppe Bartolucci