Ferita a morte la coscienza… Avanti con le bandiere!!!!!

bandiere-unione-europeaLe bandiere della “miseria” sventolano stasera, sui cieli di Bellaria.

Miseria d’”animo”, miseria di “cultura”, miseria d’”intelligenza”.

 

“Oggi si è resa effettiva l'”esecuzione” di un’innocente. L’OPERA D’ARTE, monumento ai caduti, “PASSATOPRESENTE” dell’artista Luigi Poiaghi, (opera catalogata dall’Istituto dei Beni Culturali della regione Emilia-Romagna), di fronte al palazzo del comune di Bellaria Igea Marina.

Si “il brutto anatroccolo” è stato finalmente decapitato.

Perché “brutto”, perché “insignificante”, perché “inadeguato”, perché intollerabile…

Non avremmo mai creduto che in una società civile ciò potesse ancora accadere, la nostra tristezza è tanta, oggi, nel vedere quanta ignoranza e bieca ottusità vige ancora nella nostra città. Ci sarà ancora molta, molta strada da fare prima che si arriverà a capire veramente e rispettare le cose per quello che sono e molta acqua sotto i ponti dovrà passare perché la cultura orienti con saggezza la mente di certi nostri amministratori.”  Ma com’è stato possibile che qualcuno in “sala di comando” abbia avuto la sfrontatezza di decidere l’abbattimento della “gabbia dei sassi” PASSATOPRESENTE di Luigi Poiaghi, in base a un criterio così basso e meschino come quello di lasciarsi guidare passivamente e convincere dalla moltitudine di voci e opinioni, di chi non tollerava l’estetica della “cosa artistica” e se così non fosse, sarebbe ancora peggiore, se avesse deciso il solo consiglio comunale e peggio ancora se avesse deciso autonomamente da solo, in virtù del potere assegnatogli. Ah, quello che contava era soddisfare l’analfabetismo artistico di molta fetta della nostra popolazione, questa è la vera ragione e “il popolo quando parla, impone…”. Ma cosa conta, quando a comandare è l’ignoranza e la mancanza di rispetto? Conta eccome! Non importa se giusto o sbagliato, l’importante è soddisfare l’opinione pubblica”, anche se questa è miserevole. Troppo facile abbandonare all’incuria le cose e poi sbarazzarsene perché inguardabili. I vostri occhi accecati e mal diretti dal pregiudizio hanno deciso ignobilmente di chiudere la bocca alla “cosa che parlava di significati” che “parlava di valori”, attraverso le sue umili spoglie, per lasciare il posto alle bandiere, “muti stereotipi di facile comprensione”. Non è questo il modo di insegnare educazione civica, non è questo il modo di andare avanti o di guidare una collettività a progredire.

L’unica cosa intollerabile di questa vicenda è la “pericolosità sociale” di chi ha abbandonato l’opera al degrado, scialacquando soldi pubblici e deciso lo scempio di smantellarla e ne dovrà rispondere pubblicamente, metterci la faccia. Vogliamo nome, cognome, titolo e competenza in materia e l’assunzione di responsabilità per simile gesto.

Ora non ci meraviglieremmo affatto, se sentissimo suonare anche “campane a festa”.

Il Direttore Giuseppe Bartolucci