LA STORIACCIA DELLE SPIAGGE DI IGEA CENTRO: MANCA LA LUNGIMIRANZA

alba bellariaLa spiaggia è un bene pubblico  su cui insistono attività private che consentono a chi su essa opera di trarre i proventi per mantenere le  proprie famiglie.

La spiaggia è un bene pubblico su cui la gente si rilassa nelle calure estive e sui cui come, per tutte le attività legate al benessere della persona, vi è chi è disposto a pagare un compenso.

L’organizzazione delle attività sulla spiaggia è affare di chi la concede  affinchè tutti ne possano fruire al meglio in maniera che le varie funzioni che su essa si svolgono vengano realizzate in maniera soddisfacente.  E’ per questo che gli strumenti in materia organizzativa sono di competenza comunale. E’ il comune che deve dare risposte se si creano corti circuiti fra i fruitori del bene spiaggia.  E’ ovvio che il Comune deve tenere nel dovuto conto le esigenze di chi ci lavora e di chi sulla spiaggia si diverte ma alla fine è il Comune che, sentite le diverse esigenze,  deve deciderne l’assetto e l’organizzazione funzionale.

Il Comune deve essere sollecito a rispondere a tutte queste esigenze avendo pronti gli strumenti urbanistici (di sua competenza)  cercando di dirimere le controversie fra chi sulla spiaggia lavora (contribuendo ad evitare le vie legali) ed assicurando gli spazi idonei per chi sulla spiaggia deve trovare il proprio benessere.

Il compito è difficile perché occorre essere arbitri, sapere sventolare al momento giusto i dovuti cartellini gialli per non far diventare la partita una bagarre con colpi proibiti e far godere al pubblico lo spettacolo per cui paga ( in questo caso tasse, ricevute fiscali ecc.).

Ha adempiuto a tutto ciò l’amministrazione comunale di Bellaria Igea Marina? Lo capiremo nelle eventuali conferenze stampa prossime sull’annoso tema stabilimenti balneari di Igea Centro.

Intanto la nostra impressione è che, per quello che riguarda chi lavora sulla spiaggia, è ora che inizino ad essere protagonisti i commercialisti più che gli avvocati o i tecnici edili per pervenire a ciò a cui gli operatori economici interessati  aspirano: preservazione del valore, preservazione della redditività, preservazione di serenità lavorativa  e di certezze per il futuro.

In previsione dell’applicazione delle  nuove normative europee la risposta  più idonea pare essere l’unicità organizzativa dello stabilimento balneare con dimensioni ottimali : un obiettivo da perseguire velocemente sia in termini economici che in termini giuridici. Per raggiungere un simile obbiettivo non ci pare ci siano spazi per interessi troppo particolari da qualunque parte essi provengano.

Tornando alla metafora calcistica non è più tempo di meline, la partita va proseguita correttamente altrimenti  il pubblico che paga per lo spettacolo potrebbe o invadere il campo o fischiare e contestare  i giocatori e l’arbitro che permette uno spettacolo deprimente.