“Bene Comune” parla del Monumento ai Caduti

Monumento davanti alla sede municipale:

restituzione di senso, non rimozione della memoria!

Simbolo_Bene-ComuneIl monumento situato nell’area antistante l’ingresso della sede comunale pare essere oggetto di una prossima rimozione per decisione dell’Amministrazione comunale. Innanzitutto, occorre evidenziare che, per come essa è strutturata, rimuovere l’opera significa, di fatto, demolirla. Prima che si passi dalle parole ai fatti, BENE COMUNE ritiene utile fornire alcune note in merito, come contributo alla riflessione collettiva.

L’opera dell’artista milanese Luigi Poiaghi è denominata “Passatopresente” ed ha vinto il concorso nazionale bandito nel 1978 dal Comune di Bellaria, allora a guida socialista, con giudizio unanime della commissione giudicatrice, che era una commissione, per così dire, politicamente “trasversale”.

Tale opera suscita in molti cittadini un interrogativo che riguarda il significato di quei sassi imprigionati in una gabbia, alla cui base si legge una scritta: “parliamo di uomini, in questo senso parliamo di eroi”. Queste parole suggeriscono alcuni indizi sul senso che l’artista ha inteso esprimere con la sua opera.

La gabbia metallica che preme, al suo interno, le pietre, evoca l’opposizione tra due forze: la costrizione subita e la tensione sempre inappagata verso la libertà, così come le impronte dei passi rimandano al cammino incessante che deve compiere l’uomo verso la liberazione da ogni forma di oppressione.

Il monumento può piacere o meno, può essere stato realizzato più o meno bene, magari con poche risorse, ma, come si sa, ogni opera è figlia del suo tempo per quanto riguarda i moduli stilistici, estetici, poetici e anche questo esprime lo spirito di un momento in cui il contenuto prevale sulla forma, riconoscendo all’arte una funzione fortemente civile e pedagogica.

Dunque, rimuovere il monumento per riporlo in magazzino, come sembra aver incredibilmente dichiarato l’Assessore Giovanardi, oltre al costo degli eventuali lavori di “rimozione”, significherebbe cancellare il segno di una stagione etica e culturale che appartiene anche a tutta la comunità di Bellaria Igea Marina, nessuno escluso. Tale comunità, attraverso i suoi concittadini, membri della commissione giudicatrice di allora (fra i quali Secondo Vannini, Federico Moretti e Luigi Barberini), il 2 ottobre del 1978 scelse l’opera del maestro Poiaghi quale simbolo per “esaltare i valori della lotta e dei sacrifici sostenuti per l’indipendenza e la liberazione del nostro paese”, come recitava il tema assegnato nel bando.

Redazione