“Il valore della ruggine”

2014-03-05 13.07.21Premessa: Generalmente le statue e le opere d’arte vengono abbattute, spostate, rimosse e messe da parte, distrutte, solo in casi eccezionali, passaggi storici, censura religiosa. rivoluzioni, abbattimento di un tiranno o in ultima analisi da terroristi di natura religiosa come i Talebani con i Buddha in Afganistan: Ma mai è successo che sia stato fatto per metterci delle bandiere, e francamente qui a Bellaria Igea Marina non mi pare che sia in atto un passaggio epocale, una rivoluzione, né ci sia un tiranno abbattuto, né esiste una motivazione di tipo religioso.

Togliere e mettere in magazzino il Monumento ai Caduti, assomiglia più a terrorismo politico, uno dei modi più volgari e inetti dell’esercizio del potere, una vera e propria inettitudine priva di qualsiasi diritto nel più totale oscuramento delle menti che hanno concepito questa rimozione, evidentemente la cultura non alberga in questa classe dirigente, sarebbe ora di fare un bel bagno d’umiltà, non si può essere davvero convinti sempre della propria infallibilità, di fare sempre la scelta giusta. – Guardare sempre agli errori del passato e farne una ragione di esistenza politica non porta da nessuna parte, sarebbe più utile guardare al futuro se si riesce a superare con lo sguardo il proprio naso -. Alla Facoltà di architettura di Firenze la prima cosa che insegnano è che il concetto del bello in astratto non esiste, il Vicesindaco Maggioli che ha frequentato quella facoltà lo dovrebbe ricordare bene. In estrema ratio vogliono piantare “La loro bandierina” Evidentemente gli “Illuminati” non appartengono all’”Illuminismo”.

N.B. forse più che metterlo in magazzino vorrebbero mandarlo alla discarica come rifiuto tossico.

Rivisitazione di un’opera senza tempo

Lode alle “pietre sacrificali”

Se verranno rimosse, saranno gli eroi a pagarne il prezzo.

Ma ve lo devo venire a dire io che niente c’è di meglio di questo scarno e “povero” manufatto, privo di fronzoli? Cercate solo di soddisfare la sete edonistica dei vostri occhi mal guidati che non sanno vedere oltre l’apparenza?!

A tutto c’è un prezzo, ed anche questa volta la puntualità del problema fa sorgere seri dubbi sulla obiettività della proposta di rimuoverla, se fosse accolta . Il “popolo sovrano” viene preso in considerazione solo al momento opportuno, la ragione la conoscono tutti. Insomma, lo slogan “se non è bello non lo vogliamo” detta legge per quanto riguarda il pubblico decoro.

Però io dico, che qualsiasi cosa che venga considerata “brutta” non sempre debba essere allontanata/segregata/disfatta, ecc., non risolve il problema di fondo, è per caso che la vergogna supera ogni lume? Forse vige il luogo comune che “coloro che invecchiano, di conseguenza non hanno più niente da dire”? Ogni luogo pubblico, dovrebbe saper accogliere un’opera come questa, se mai ce ne fossero, d’accordo che è stata abbandonata e necessita di una ristrutturazione nel basamento, se mai, dovrebbe essere rimossa e riposizionata in luogo più prestigioso, punto e basta. Ma no, ho capito dove sta il problema, è il fatto che la forma secondo la coscienza popolare (se poi ce ne fosse), non è degna della sostanza. La gente vorrebbe che un oggetto più “nobile”di questo, fosse portatore di valori così alti, quali i caduti tutti, gli uomini che col prezzo della vita hanno contribuito alla libertà. Ma no, non è questa la vera ragione, la verità è che l’occhio del cittadino medio, non sopporta un simile obbrobrio, manco fosse davanti alla centrale di raccolta dei liquami. Ma a parte che, alzando l’occhio sopra la visuale, scorgiamo nel nostro paese un degrado preoccupante più o meno dappertutto, la manutenzione delle nostre case non è il nostro forte, c’è lo fanno presente tutti.

Veniamo all’opera, ma secondo voi credete che l’artista (?), non sapesse che la sua gabbia si sarebbe arrugginita? Siete proprio degli ingenui. E credete voi che i materiali usati (massi, metallo grezzo, cemento), non possano inglobare nella loro natura materica un potenziale simbolico di così nobile significato? O forse è la forma realizzata che vi disturba? Ho capito, è tutto questo insieme. Sarebbe bastato che qualcuno avesse compendiato l’opera con un prospetto breve, comprensibile e ben visibile. Per dire che si tratta di:

ARTE POVERA

Una corrente artistica di massima espressione europea, dalle premesse concettuali dignitosissime ed anche molto interessanti. La presenza degli agenti atmosferici è ritenuta parte integrante nell’evo/involuzione strutturale, mero elemento dinamico, da tenere controllato si intende. Per quanto mi riguarda, la scelta dei materiali è perfetta, chi meglio dei massi (di scogliera se volete) accatastati e racchiusi in una gabbia di ferro (dalla nobile ruggine), possano esprimere sì tanta sofferenza e forza, sì tanto sacrificio, si tanto pianto… Quest’opera, ricordatevene tutti è un:

CIMITERO D’EROI

E niente di meglio della Santa ruggine, delle Sante incrostazioni e della Santa polvere, possono far compagnia al vuoto lasciato sulle nostre coscienze da coloro che si sono sacrificati per noi. Niente fronzoli, niente retorica spicciola, solo le impronte fuori, simboleggiano l’uscita da questa gabbia, una “presenza assente”, ma che tipo di uscita? Il loro spirito e la nostra gratitudine, senza più catene. E allora, l’essenza di questo sacrificio si declina in una parola sola:

LIBERTA’

Se c’è qualcuno che si vergogna o viene disturbato da simile condensato simbolico non so che fare, anzi non dovrebbe preoccuparsi più di tanto, già adesso può stamparsi tutti documenti necessari in casa propria senza passare necessariamente davanti a quella porta staliniana, o addirittura collegarsi anche in video con l’ufficio richiesto, chissà? Per la vita pubblica ci sarebbero anche altri luoghi in questo paese fantasma da riqualificare.

…mettete a posto il basamento, qualche stecca e lasciate la ruggine che è la cosa più bella!

Il Direttore Giuseppe Bartolucci

Commenti

  1. […] di Luigi Poiaghi, “Passatopresente”, (qui) (qui) dove l’artista con tutto se stesso aveva investito i sassi, (“le cose” più […]

  2. […] 1977, un anno prima della nascita di “Passatopresente”, opera di Luigi Poiaghi (qui) (qui), avvenuta il 2 0tt0bre 1978, nacque “Cubo”, la mia opera concettuale che […]

  3. […] 15-05-2014  qualsiasi tipo di distruzione della materia non impedisce al pensiero di volare alto e libero nella memoria di quelli che hanno compreso le ragioni delle scelte del suo artista, da oggi la “gabbia dei sassi” non c’è più, ma nonostante il suo evitabile “sacrificio” è possibile trarre l’insegnamento che al di là della “bellezza  estetica”, la materia assemblata, può andare oltre e veicolare nella sua natura più intima, valori e significati universali. qui […]