Ciao Andrea Doria buon vento

Doria11Qualche giorno fa, in silenzio, la motonave Andrea Doria ha tolto per sempre gli ormeggi dal porto di Bellaria-Igea Marina.  Aveva una destinazione vicina e temporanea, lo scalo di alaggio di Cesenatico per i collaudi in vista di una nuova vita. Superate tutte le verifiche (ma dubbi non ce n’erano) nella notte tra venerdì e sabato l’Andrea Doria ha definitivamente lasciato le acque romagnole e, dopo otto ore di tranquilla navigazione, è entrata nella laguna di Venezia e ha solcato il bacino di San Marco, il suo nuovo teatro di lavoro. Ha fatto una bella figura, al cospetto delle altre barche sorelle, nello scenario d’incanto di Venezia.  Perché l’Andrea Doria è una barca bella, pensata e progettata bene trent’anni fa e tenuta come un tesoro prima dal comandante Mengo Garattoni (andatosene a 91 anni un mese fa), poi da suo figlio “Spidi” Vincenzo.

Ora nel porto belligeano resta solo il giallo Tayfun, ultimo erede di una tradizione marinara turistica-commerciale fattasi avara di riscontri economici. Erano 35, negli anni d’oro, le motonavi da Cervia a Cattolica; sono rimaste in sette a dividersi un mercato sempre più povero cui non si può neanche più offrire lo spettacolo dei delfini.

Spidi e sua moglie Bruna, conti alla mano, hanno preferito interrompere l’agonia e inviare l’Andrea Doria verso la sua nuova vita. A Venezia potrà rifare il pieno delle 150 persone a viaggio, portata massima dei momenti d’oro. Perché in laguna il lavoro c’è, soprattutto dopo che le grandi navi da crociera non possono più entrare nel bacino di San Marco: quando arriva una “Costa” bisogna sbarcare mille, duemila, tremila persone. Business interessante, nel quale l’Andrea Doria – forte delle ultime modifiche allo scafo – può competere con ottime carte da giocare.

Spiace e amareggia che finisca questa storia, ma rincuora che la bella regina del nostro porto abbia trovato casa a Venezia. Certo è che un’altra offerta turistica locale svanisce. Ci resterà il Tayfun con la sua chiassosa pubblicità sparata davanti alla spiaggia: “Rudy….”

Il Direttore Giuseppe Bartolucci