Una California per sognare

La Ferrari ha presentato il suo ritorno ai motori turbo con la California T. Monterà un inedito 3.8 V8 da 560 cavalli che prenderà il posto del vecchio 4.3 aspirato da 489 cavalli. 

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La California T verrà presentata ufficialmente al pubblico solo al Salone di Ginevra (in programma dal 6 al 16 marzo 2014), ma si è già concessa agli obiettivi della fotocamera, snocciolando anche quelli che sono i suoi numeri. La 2+2 firmata Pininfarina con tetto ripiegabile in metallo si rifà il look (nuovi fari, nuove prese d’aria, nuova fiancata ispirata alla 250 TestaRossa, nuovo estrattore al retrotreno e nuovo impianto di scarico) trapiantando sotto al cofano un 3.8 V8 da 560 cavalli che manda in pensione il vecchio “cuore” aspirato 4.3 V8 da 489 cavalli. L’unità è abbinata al già noto cambio robotizzato a doppia frizione DCT che permette all’auto di coprire lo 0-100 km/h in 3,6 secondi (- 0,2 secondi) e di raggiungere i 316 km/h di velocità massima (+ 4 km/h). Il tutto, secondo la Casa, con una riduzione dei consumi e delle emissioni attestate intorno al 15% grazie anche alla compresenza dei sistemi Start&Stop ed HELE (High Emotion Low Emission).

Il nuovo motore con doppio turbocompressore ad iniezione diretta della benzina segna il ritorno del Cavallino all’uso dei motori turbo. Una scelta al passo coi tempi quella della Ferrari che, come altri, dovrà presto cedere il passo ai monumentali e spreconi V12 e V8 ad aspirazione naturale in favore di queste unità più polar bear friendly. C’è da scommettere che il ritorno della stessa Formula 1 ai propulsori turbo – dove la Ferrari è impegnata – ha accelerato questo nostalgico ritorno, considerando anche che molte delle componenti che finiscono sulle Gran Turismo derivano proprio dalle competizioni e viceversa.

Se qualche estimatore ha già iniziato a storcere il naso, ben conoscendo le caratteristiche di un motore turbocompresso, sarà lieto di apprendere che lo sviluppo di questa precisa unità non è stato rivolto alla sola ricerca delle prestazioni. Gli ingegneri a Maranello, infatti, hanno lavorato duramente per donarli una personalità da motore aspirato, con un “turbo-lag” (vuoto di potenza ai bassi giri che tende a manifestarsi prima che il turbo inizi a “soffiare”) ridotto ed un allungo tale da non far rimpiangere un aspirato. Il basamento sarà anche condiviso con il V8 delle Maserati Quattroporte e Ghibli – assemblato proprio a Maranello – ma le differenze fra questi due apparenti gemelli sono ben marcate: quello della California T ha teste specifiche, una cilindrata maggiore (3855 centimetri cubi contro i 3799 del Tridente) ed un albero motore piatto anziché a gomiti.

Sottopelle la California T beneficia di un nuovo impianto frenante carboceramico che permette alla vettura di fermarsi, da 100 km/h, in poco meno di 34 metri (per fermarsi in meno spazio occorrerebbe schiantarsi contro a un albero), un nuovo assetto con sospensioni MagneRide di ultima generazione ed un rinnovato sistema di trazione derivante direttamente dalla Formula 1.

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Anche gli interni, così come la carrozzeria, hanno subìto leggeri interventi. La California T eredita dalle altre vetture del Cavallino il volante multifunzione che elimina le classiche leve di tergi e “frecce” dietro la corona ed i pulsanti del cambio raggruppati su una sorta di ponte nella parte bassa della consolle centrale (soluzione simile alla F12berlinetta). Non tutto è però preso in prestito o, come qualche puntiglioso detrattore direbbe, fatto di avanzi. Di inedito troviamo il sistema multimediale con schermo da 6,5 pollici ad alta definizione ed un mini-display digitale posto fra le bocchette d’areazione incaricato di informare il conducente su come sfruttare in modo ottimale le prestazioni del nuovo motore: la Ferrari ha ribattezzato il sistema Turbo Performance Engineer (TPE) e le informazioni visualizzate possono essere cambiate semplicemente interagendo con l’apposita ghiera-touch.

I prezzi non sono ancora stati resi noti ma le prime consegne, dichiara la stessa Ferrari, inzieranno solo con l’arrivo dell’estate. Il tabù del prezzo per un simile bolide, comunque, non toglierà di certo il sonno alla facoltosa clientela che potrà permettersela…beati loro! Ai comuni mortali, estimatori e tifosi rimane, invece, il felice e tutt’altro che ingrato compito di accogliere questo gradito ritorno. Bentornato turbo!

ALESSIO IARDONI

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ALESSIO IARDONI
Alessio, 24 anni, studente universitario e lavoratore, amante della tecnologia, delle auto, dello sport, della vita sociale. Tanti pregi, altrettanti difetti! M'indiletto a scrivere articoli ed il mio sogno nel cassetto è...impegnarmi per realizzarlo!