Abbado uno di noi

abbado_claudio_adn--400x300E’ stato uno dei nostri “villeggianti” illustri, come ricorda Maura Calderoni nel suo “Le uova della luna”, ed ha mantenuto con Bellaria (soprattutto con alcuni amici di vecchia data: Fulvio Vasini, Vittorio Lazzarini, Romano Lazzarini e Valerio Mussoni) un legame affettivo molto forte. Il Maestro non ha bisogno di presentazioni, visto che era conosciuto in tutto il mondo come uno dei più prestigiosi direttori d’orchestra: si tratta di Claudio Abbado, colui che raccolse il testimone del grande Herbert von Karajan alla direzione della Berliner Filarmonica.

Figlio di Michelangelo Abbado, violinista e musicografo, Claudio ha bruciato le tappe: si è diplomato in pianoforte nel ’53 e in composizione nel ’55, iniziando subito la carriera di direttore d’orchestra. Nel ’68 è diventato direttore stabile dell’orchestra della Scala e in seguito direttore musicale e artistico dello stesso teatro. E’ stato direttore principale dei “Wiener Philharmoniker”, direttore della Filarmonica di Londra, della Chicago Symphony Orchestra e della Staatsoper di Vienna.

Era amico di Fidel Castro e di Chavez, e diventò notevole il suo impegno nel creare nuove orchestre in sud America per togliere i giovani dalle strade, Abbado infatti credeva nel valore terapeutico della musica, era il suo modo di restituire al mondo ciò che il mondo gli aveva dato, non solo Maestro nella musica ma anche nella vita.

È bello sapere che uno dei grandi del mondo ha avuto solide radici a Bellaria-Igea Marina. È bello sapere che Claudio Abbado ha trovato la sua dimensione ideale tra Bellaria-Igea Marina e Bologna, più ancora che tra Berlino e Milano. È bello sapere che a Bellaria-Igea Marina ci sono alcuni concittadini che con Abbado hanno mantenuto per tanto tempo un solido legame. Ed è bello sapere che Abbado non ha mai dimenticato Bellaria-Igea Marina, anche se la sua ultima frequentazione fisica era avvenuta nel 1984, trent’anni prima della sua scomparsa avvenuta pochi giorni fa. Un grande uomo, forse il più Grande che abbia calpestato le nostre spiagge. Ma i più, a Bellaria-Igea Marina, ignoravano di avere avuto tra i bagnanti di un tempo Claudio Abbado. E i suoi amici hanno sempre custodito l’informazione nella loro intimità.

Ora riaffiorano i ricordi. Ricordi di una persona splendida dal sorriso dolce, parlando con un Fulvio Vasini commosso – la famiglia Abbado è stata ospite dei Vasini per anni – egli racconta delle allegre e spensierate compagnie che si formavano sulla spiaggia, di pomeriggi trascorsi a pescare, delle gite in barca, delle serate in centro a gustare un gelato, dei film all’Arena Astra guardati dalla scarpata della ferrovia per non pagare il biglietto, “uno di casa” ricorda Fulvio che ha stampati nella mente dei ricordi bellissimi,  quando rivedendolo dopo anni il Maestro gli disse: ” hai gli stessi occhi di tuo padre” provocando in Fulvio una fortissima emozione, Fulvio racconta anche di un buonissimo minestrone che mangiò a casa di Abbado quando fu suo ospite a Milano, ricorda quando a Ravenna, dopo un concerto, Abbado pretese, pur essendo tardissimo, che Fulvio e la moglie restassero con lui per ricordare insieme fatti e persone di un tempo, oppure quando a Ferrara bastò dire: “siamo quelli di Bellaria” per avere accesso al suo camerino.

Abbado era impegnato a Ferrara con l’Orchestra da Camera d’Europa. E così Fulvio Vasini (accompagnato dalla moglie e dalle figlie), Marica Lazzarini (la sua famiglia, soprattutto il padre Mario e la mamma Maura, ha avuto con Abbado un rapporto di amicizia particolare) ed Elisabetta Savini, hanno deciso di fargli una sorpresa. Hanno atteso il termine dell’opera e sono andati a salutarlo, facendogli dono di due libri (“Le uova della luna” di Maura Calderoni e “Il volto e la memoria”), e di due fotografie scattate e ingrandite a mo’ di poster da Elia Faccin, che ritraggono due particolari della Bellaria degli anni Cinquanta, la spiaggia e la piazza centrale, luoghi che Abbado ha frequentato per alcune estati. “Conserverò tutto nel mio archivio di Berlino”, disse Claudio Abbado visibilmente soddisfatto per il piacevole ricordo bellariese.

La prima vacanza a Bellaria di Claudio Abbado avvenne nel 1939, quando aveva solo 6 anni, insieme a tutta la famiglia. Poi una lunga assenza fino al ’48 quando tornò con i genitori e i tre fratelli. La madre e i nipotini hanno continuato a trascorrere le vacanze a Bellaria fino agli inizi degli anni ’70, Il fratello Gabriele fino al 2009. Il Maestro alloggiava nella zona del porto e il suo arrivo era preceduto da quello dell’inseparabile pianoforte.

Si narra di quando Don Giuseppe Canini lo salvò da una notte in caserma per schiamazzi notturni e qualcuno giura di averlo visto appena ventenne in piazza a Bellaria salire su un piedistallo dei vigili …..e mettersi a dirigere l’orchestra…… sogni? fantasie? O solo voglia di ricordare un Grande del Mondo? … At salùt’  Mèstri!

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Il Direttore Giuseppe Bartolucci