Schumacher: aggiornamento.

Mentre su giornali, social network e blog si discute in maniera quasi infantile sul nome dato al “Progetto 665”  cioè la nuova Ferrari ( da 369.711 votanti su 1.123.741 ) in quanto F14T ricorda il logo FIAT, come se la scritta della Casa di Torino non comparisse già sulla carrozzeria delle F1 di Maranello da decenni, da Grenoble non si hanno ancora notizie.

Dopo 4 settimane di coma farmacologico alcuni luminari della neurochirurgia, pur con le dovute cautele non avendo tutte le informazioni, esprimono una certa preoccupazione sulla durata di questo coma indotto. Le ipotesi che ci sembra di poter accreditare riguardano il fatto che ogni giorno in più di coma inciderebbe sulle possibilità di ripresa e la possibilità che i medici di Grenoble abbiano già provato ad alleggerire il dosaggio della miscela di farmaci che mantengono il coma, ma che non abbiano avuto riscontri soddisfacenti. E’ anche vero che più in genere lo stato di coma si mantiene o è mantenuto, meglio procede la riparazione delle lesioni cerebrali, essendo l’attività del cervello ridotta al minimo.

Jean-Marc Orgogozo, professore di neurologia all’Università di Bordeaux e direttore della Federazione di neuroscienze ha definito inquietante la situazione, tuttavia ha aggiunto: “che Schumacher recuperi senza conseguenze è inaspettato, ma non impossibile”. Quello che preoccupa sono le dichiarazioni dell’ex pilota Streiff ( paraplegico dopo un incidente molti anni fa ) rilasciate dopo la sua visita che causarono l’immediato black-out della famiglia sulle condizioni di Michael e la secretazione della cartella clinica prima accessibile a tutto il personale ospedaliero e una frase di Sabine Kehm: “Michael ha ematomi a destra, a sinistra e in mezzo al cervello”. In effetti i medici di Grenoble avevano parlato di ematomi “non raggiungibili chirurgicamente”.  Inoltre sembra che vi siano problemi di circolazione del liquido cefalo-rachidiano ( liquido contenuto tra due membrane che racchiude le strutture cerebrali e il midollo spinale con funzioni di mantenimento della pressione e di protezione da urti ). La perdita dello Shamballa, il braccialetto portafortuna, durante l’incidente e i numerosi ematomi potrebbe far pensare che il campione di Kerpen abbia urtato non solo una, ma almeno due rocce e comunque a oltre 30 km orari essendo il suo casco testato per urti fino a quella velocità.

In conclusione non resta che aspettare con fiducia sia nella bravura dei medici dell’ospedale di Grenoble, sia nella qualità delle cure cui viene sottoposto, sia anche e soprattutto nelle ottime condizione fisiche di Schumacher.

“Caro Michael, mio grande amico, hai fatto tanto per la mia carriera e prego per te ogni giorno. Ho corso nella mia gara di kart con il tuo nome sulla visiera del mio casco, ma ora ti voglio vedere forte più che mai, cosi come sei sempre stato! Ti abbraccio forte!”. Felipe Massa.

Massimo Scalzo