Intervista a Gabriele Morelli – candidato sindaco –

morelli5Abbiamo assistito alla sua conferenza stampa nel corso della quale c’è stata una domanda “allusiva” sul tema  Aeradria se non sbagliamo lei si è dimesso diversi anni fa?

Nulla può venirmi contestato per questa triste vicenda, che peraltro mi rattrista anche personalmente, oltre che come cittadino, che ha a cuore il bene del suo territorio e l’aeroporto ne rappresenta una delle infrastrutture più importanti. E ciò non solo perché conclusi le mie responsabilità ad inizio 2005 (circa nove  anni fa!), ma proprio perché, come tutti sanno, lo feci rassegnando le dimissioni proprio sulle prospettive di sostenibilità economica dell’aeroporto.

Non tutti lasciano una carica così se non per motivi gravi ci racconti come andò se può.

La vicenda essenzialmente si articolò su tre fatti importanti:

  • Il primo fu la proposta di emissione di un prestito obbligazionario convertibile rivolto ai soci esistenti, che aveva l’obiettivo di costruire la provvista finanziaria per il sostegno degli investimenti programmati nel triennio del mio mandato, senza dover ricorrere a coperture di perdite in sede di consuntivo, modalità che non era più sostenibile sia per ragioni di trasparenza che per difficoltà normative da parte delle istituzioni locali.
  • Il secondo fu l’occasione che riuscimmo a cogliere dirottando una compagnia aerea privata americana che svolgeva per conto dell’esercito USA il trasporto delle truppe che dal Medioriente tornavano per la licenza e viceversa. Questa compagnia faceva uno scalo intermedio in un aeroporto irlandese, ma cercava un altro sito più baricentrico e stava visionando alcuni aeroporti italiani e dell’est Europa che avessero particolari dotazioni di sicurezza. Il nostro aeroporto era militare e l’aeronautica ne garantiva ancora la sicurezza. Per farla breve vincemmo la gara e firmammo il contratto, che prevedeva per l’aeroporto una entrata annuale di 5 milioni di euro (50% di utile netto) e altrettanti per gli alberghi della riviera per il soggiorno degli equipaggi.
  • Il terzo era il contatto che avevamo con una primaria compagnia aerea che stava cercando un aeroporto come sua base entrando nella proprietà e che poteva essere disponibile a scegliere il nostro scalo, se l’operazione con gli americani andava in porto, poiché solo così avremmo potuto garantirgli una equilibrio di bilancio ed una sostenibilità economica complessiva.

E perché la cosa non andò in porto?

Purtroppo non appena si seppe dell’operazione, fummo attaccati dalle organizzazioni politiche di estrema sinistra che premettero anche sugli enti locali per non fare venire gli americani a Rimini. Subimmo anche un attacco fisico alla sede del CdA dai Centri Sociali riminesi. Tutto questo, quando il problema era rappresentato da soldati che andavano in licenza trasportati a bordo di aerei civili e che, comunque, non sarebbero usciti dall’area internazionale dell’aeroporto in quanto si trattava di solo scalo tecnico per rifornimenti, cambio equipaggi e ristoro.

Quindi su questa questione gli azionisti di riferimento si trovarono in contrasto con il CDA che avevano nominato?

Alcuni sindaci, compreso quello del comune più importante cedettero e giudicarono sbagliata l’operazione ed io non potei far altro che rassegnare le mie dimissioni, poiché a quel punto non vi sarebbero state le minime garanzie di sostenibilità economica dell’aeroporto. Così saltò tutto, gli americani restarono in Irlanda ed anche la compagnia aerea interessata a investire si dileguò. Fu persa quella che molto probabilmente rappresentava l’unica occasione (un vero colpo di fortuna) per avere un aeroporto efficiente e sostenibile economicamente .

Quindi lei nel dimettersi mise nero su bianco il suo punto di vista?

Si ed ovviamente ho conservato  la lettera di dimissioni.

Di questi  tempi  in cui è difficile far dimettere anche i capiscala dei condomini un nostro concittadino ha rinunciato nel 2005 a 2.000 euro al mese di gettone per difendere la sue scelte in materia di conservazione dell’ Aeroporto di Rimini.  Sarebbe bene che l’abitudine di far girare sottobanco  notizie infondate, allusive  o addirittura calunniose finisse in questa città. L’ interesse del nostro giornale è  che persone per bene come  quelle che  per fortuna abbiamo a candidati sindaci  possano confrontarsi con le migliori idee per il futuro della nostra città. Li invitiamo pertanto a  stigmatizzare i comportamenti scorretti da qualsiasi parte provengano.

Gabriele Morelli ci ha autorizzato la pubblicazione della sua lettera di dimissioni

Al Presidente della Provincia di Rimini

Ferdinando Fabbri

Al Sindaco del Comune di Rimini

Alberto Ravaioli

Al Presidente della Camera di Commercio di Rimini

Manlio Maggioli

e, p.c.

Al Vice Presidente

Mario Formica

Ai Consiglieri di Amministrazione

Al Presidente del Collegio Sindacale

Adriano Stella

Rimini, lì 23 febbraio ’05

Oggetto: Remissione dell’incarico di Presidente di Aeradria S.p.A.

Egregi Signori

dopo aver appreso dalla stampa odierna, le valutazioni di “non opportunità” espresse dal sindaco di Rimini, che si aggiungono alle medesime posizioni espresse dal Sindaco di Riccione in merito al contratto sottoscritto con la compagnia Aerea Statunitense “World Air”, non posso che rimettere il mio mandato di Presidente del C.d.A. nelle mani della proprietà ed in particolare dei suoi azionisti di riferimento.

La vicenda legata all’apertura del rapporto di servizio (Handling, Catering e carburante) con la compagnia World Air, le posizioni espresse formalmente e pubblicamente da azionisti importanti della società, nonché il clima di tensione che si è creato nella società riminese, non mi permettono di continuare a svolgere il mio mandato con la necessaria serenità ed efficacia.

Permane in me la piena convinzione di avere fatto solamente gli interessi di Aeradria ed a questi di essermi sempre strettamente attenuto, in tutte le mie decisioni, pur in un contesto difficile. Compio questo atto, perciò, per il grande rispetto che porto verso le Istituzioni e la Politica, anche quando approdano a comportamenti e decisioni che non posso condividere.

Il rilancio della Società Aeradria e con essa dell’Aeroporto di Rimini – San Marino, è stato faticosamente disegnato nel 2004 ed ora si sta concretizzando con l’importante risultato dell’ingresso di un investitore privato, che metterà a disposizione le risorse per gli investimenti   necessari a sostenere lo sviluppo del traffico.

Quella di World Air è una scelta che il CdA ha preso valutando sia il potente ritorno economico per l’azienda, quanto la ricaduta positiva sull’indotto aeroportuale e sul territorio stesso, nonché per l’impatto sociale ed ambientale che abbiamo considerato e consideriamo tuttora assolutamente sostenibili.

Infatti, nell’aeroporto irlandese dove attualmente opera la compagnia, si sono sviluppati altri collegamenti passeggeri e cargo verso gli Stati Uniti, cosa che avrebbe potuto verificarsi anche a Rimini, una volta assestata la collaborazione. Le caratteristiche dell’Aeroporto Federico Fellini, ancora militare, permettono, inoltre, l’espletamento dei servizi richiesti senza particolari problemi di sicurezza e di logistica (non ci sarà commistione con i passeggeri civili).

La valutazione sull’impatto era stata fatta e l’informativa alle istituzioni socie sarebbe stata inoltrata non appena concluse le verifiche ed ottenuti i nullaosta sulla sicurezza (riunione del CSA di venerdì 18 u.s.), che avrebbero dato la certezza della fattibilità dell’operazione.

Purtroppo, come sempre, c’è stata una fuga di notizie ed un giornale, in particolare, ha immediatamente strumentalizzato la notizia enfatizzando a dismisura la realtà. Si tratta, invece, solo di uno scalo tecnico di transito di aerei civili che trasportano soldati americani disarmati diretti in Kuwait e nel Barein. Trasporti che, peraltro, avvengono normalmente in altri aeroporti italiani, senza particolari clamori.

Come amministratore di una società, inoltre, porto precisi doveri nel rispondere sia alle prescrizioni contenute nella concessione di servizio pubblico, sia agli interessi economici del bilancio aziendale, che a quelli dell’erario per gli introiti delle tasse aeroportuali. Doveri a cui non intendo sottrarmi in alcun modo

La preoccupazione sulle possibilità di sviluppo dell’aeroporto, a partire dalla positiva conclusione del rapporto con l’investitore privato è, a questo punto molto forte. Non si può infatti non considerare che la rinuncia a tale operazione, condivisa e conosciuta dal partner privato, non inserisca un elemento di sfiducia nelle possibilità di concretizzare iniziative che producano la necessaria redditività per sostenere gli investimenti aziendali, a partire dal rafforzamento della vocazione principale e cioè quella turistica.

In conclusione, voglio ricordare che l’azienda sta attraversando una fase molto delicata sul piano economico e finanziario, a partire dalle difficoltà di liquidità e da quelle legate alle riscossioni dei contributi promozionali già deliberati a sostegno del volo per Roma. Per cui, decisioni che mettano in difficoltà il processo avviato con l’investitore privato, ritengo dovranno tenere conto di costruire necessarie e rapide alternative, che non potranno non vedere gli enti locali impegnarsi con i loro bilanci a sostenere le fasi già delineate di aumento di capitale sociale e prestito obbligazionario convertibile.

 

Con l’occasione porgo distinti saluti.

Gabriele Morelli

Redazione